TARANTO – Ci sono vittorie che restano impresse negli occhi, nella mente e nel cuore dei tifosi, e quella della Gioiella Prisma Taranto contro i giganti della pallavolo nazionale della Lube Civitanova è una di queste. Una vittoria, ad un certo punto, insperata e sulla carta impossibile da pronosticare. Prisma Taranto, dopo due set di svantaggio, ha accelerato, messo la freccia, rimontato, e al tie break ha tagliato il traguardo di un successo memorabile: 3-2, con il PalaMazzola in visibilio.
Bisogna dire che coach Dante Boninfante ha dato un’identità ben precisa alla sua squadra, allenando una mentalità vincente che genera un comportamento sportivamente combattivo anche nei momenti più bui delle prestazioni. Ed è stato proprio questo che Boninfante ha chiesto ai suoi prima della sfida con la Lube:
“Avevo chiesto ai ragazzi di concentrarsi sulla prestazione, non sul risultato, e di non guardare il tabellone. Giocando una partita di qualità, con quello che abbiamo in questo momento, sapevo che ci saremmo divertiti e avremmo fatto divertire il pubblico. Nonostante un primo set iniziato in modo incerto, hanno risposto benissimo. Devono continuare con questa mentalità e i risultati arriveranno”.
Prisma Taranto ha 9 punti in classifica e domenica 1 dicembre giocherà ancora in casa, questa volta alle 16:00, contro Modena Volley, che ne ha 12.
Ancora una volta, i ragazzi di Boninfante potranno contare sull’uomo in più. Non sarà facile e bisognerà mantenere i piedi per terra prima di volare per schiacciare i palloni a terra, macinando punti.
Sarà una partita delicata e importante, ma fare ancora punti significherebbe per la Gioiella Prisma Taranto lavorare con sempre maggiore serenità. La Taranto del volley sogna una salvezza più tranquilla rispetto alla scorsa stagione. I presupposti ci sono, e quel che accadrà lo scopriremo.
Responsabile della redazione sportiva TeleRama. Giornalista pubblicista dal 22-05-2014. Coordinatore, responsabile e opinionista delle trasmissioni sportive Piazza Giallorossa e Lecce Channel. Ama definirsi un umile artigiano delle parole e in modo ironico afferma di scrivere per legittima difesa e per lavoro. Autore di tre romanzi: “Il vaso di Pandora” (2010), “La dea del mare” (2012), Quattro sbarre nell’anima (2016).