LECCE – Il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, intervenuto su TeleRama durante Piazza Giallorossa, ha commentato la vittoria ottenuta dal Lecce a Venezia:
“Un’affermazione importantissima, sicuramente sofferta ma preziosa per noi perché ci dà morale; una vittoria su un campo difficile che conosco bene, perché non è la prima volta che andiamo a giocarci. È un campo molto piccolo, dove non c’è un attimo di tregua. Un po’ un’anomalia in Serie A: in campi così concentrati, come quello di Cagliari, non c’è un attimo di tregua, non c’è un momento di pausa durante la gara, ed è chiaro che i padroni di casa siano avvantaggiati. Ero perfettamente consapevole che saremmo andati a soffrire. A dispetto della classifica, è stata una partita complicata, ma la squadra, nonostante queste legittime difficoltà e grazie agli ottimi interventi di Falcone, è riuscita a vincere. È una vittoria frutto anche di scelte azzeccate, di un gol particolarmente bello, cercato in settimana, e anche di una intuizione tattica dell’allenatore”.
Il Lecce, nonostante un periodo poco felice, contrassegnato da infortuni importanti, come l’ultimo subito da Banda, e il cambio di allenatore, ha raccolto 7 punti nelle ultime 4 gare. Si tratta di un dato significativo per una squadra che punta alla salvezza. Il presidente sottolinea che la società non sta lasciando nulla di intentato, ma che gli accadimenti, incluso il cambio in panchina, sono stati dettati da circostanze sfavorevoli:
“Questa squadra è stata costruita per giocare con determinati moduli, il 4-2-3-1 o il 4-3-3. Poi, però, ci sono delle vicissitudini durante il campionato, che non sono colpa di nessuno, e che possono complicare i piani. Abbiamo acquistato un giovane di grandi prospettive, come Marchwinski, per il ruolo di sottopunta, ma ha bisogno dei suoi tempi di ambientamento. A un certo punto sembrava che Gotti avesse trovato il giocatore perfetto per quel ruolo, Berisha, che aveva fatto una grande prestazione nella gara di Torino. Poi si è infortunato, e l’infortunio è durato più del previsto. Indipendentemente dal modulo, il 4-2-3-1 e il 4-3-3 sono sistemi di gioco che puntano molto sulle fasce, e uno dei giocatori più specifici per quel ruolo, Banda, lo abbiamo perso. Questa stagione ci ha presentato difficoltà oggettive. Quindi, quando diciamo che Gotti non ha trovato un’adeguata identità tattica, dobbiamo ricordare che non l’ha trovata anche a causa di queste difficoltà. Tuttavia, pur di provarle tutte in una stagione cruciale per noi, si è deciso di iniziare un percorso con un nuovo allenatore, a cui è stato affidato un compito non semplice, viste le criticità che ho evidenziato. Il nuovo tecnico dovrà dare una quadra tattica a un gruppo pensato in un modo ma che, per via degli imprevisti della stagione, ha faticato a trovare una precisa fisionomia”.
