BARI – Fumata bianca dalla Commissione Bilancio dopo settimane di stallo: è Saverio Tammacco, consigliere del gruppo Per la Puglia il nuovo presidente.
Come annunciato, a sbloccare la situazione, la decisione assunta dalla maggioranza e che fa leva sull’articolo 26 dello Statuto, di eleggere un componente in più, così da compensare il consigliere Tupputi passato in Forza Italia da Con, con il collega Stefano Lacatena. In questo modo il voto contrario di Azione non ha determinato un nuovo stallo. Sette i voti a favore per il nuovo presidente, 6 contrari.
Ma la polemica divampa. Il centrodestra che ha abbandonato l’aula con Azione, parla di “un presidente del Consiglio che non è più un arbitro imparziale, ma attaccante della squadra di Emiliano, pronto a tirare in porta, bypassando le regole pur di fare gol; e un Movimento 5 Stelle che non perde occasione per confermarsi nella maggioranza”. “Un approccio bolscevico quando si tratta di posizioni di potere. Un’offesa alle istituzioni e alle regole che ne disciplinano il funzionamento, un esito viziato come viziati potrebbero essere anche tutti gli atti affidati al lavoro dell’organismo”.
Paolo Campo, presidente del gruppo Pd, invece, motiva la scelta per “le scadenze amministrative che abbiamo di fronte, a partire dall’assestamento di bilancio e dal bilancio di previsione, essenziali per la vita stessa della Regione e per i riflessi che hanno sulla vita dei pugliesi, particolarmente i più fragili e deboli”. Per il capogruppo di Azione Mennea “è una decisione unilaterale, illegittima, una toppa peggiore del buco. Una soluzione matematica ad un problema politico. Ancora una volta – conclude – si fa finta di non vedere che un problema c’è, e chi ha l’onere di risolverlo fa l’indiano”.
Il problema della Commissione è ora risolto, non lo è del tutto quello dell’assestamento di bilancio. Nonostante i voti dei 5 Stelle che ora, dopo la Costituente, sembrano sempre più sicuri, tra Azione e i mal di pancia del dem Mazzarnao, i 26 voti necessari non sono affatto scontati. Basterebbe una sola assenza per bloccare, giovedì prossimo, la manovrina.
