Protestano gli studenti dell’Accademia di belle arti. E alcuni professori si schierano al loro fianco esprimendo solidarietà. Il malessere è uscito allo scoperto l’altro giorno con un sit-in davanti all’istituto per chiedere maggiore attenzione per le condizioni di fruizione della didattica, maggiore trasparenza e partecipazione, rivendicando – come recita un volantino degli studenti – un’accademia che insegni il rispetto delle regole e respingendo comportamenti intimidatori negli organi di governo.
Fra le contestazioni mosse dagli studenti vi sono da un lato quella che definiscono una scelta scellerata – cioè l’aver deciso che da quest’anno il materiale didattico per le ordinarie attività di esercitazioni e lezioni pratiche deve essere fornito dagli studenti – dall’altro la variazione di bilancio in consiglio di amministrazione finalizzata anche a pagare gli arretrati dei gettoni di presenza al presidente e al direttore senza preoccuparsi invece di ristrutturare i servizi igienici definiti antiigienici, privi della minima dotazione di sanitari.
La voce degli studenti è arrivata anche al ministero. Alla direzione generale delle istituzioni della formazione superiore sono stati denunciati la reiterazione della mancata disponibilità di accesso alla documentazione istruttoria ed un eccessivo ricorso alle convocazioni d’urgenza.
Ora fanno sentire la propria voce anche due prof, componenti del consiglio accademico. Tiziano Margiotta e Donatella Stamer rilevano la gravità di alcune decisioni sulla organizzazione della vita dell’accademia, l’affidamento di deleghe e incarichi di responsabilità ad alcuni docenti con attribuzione di indennizzi economici senza adottare alcun principio di rotazione e di merito. C’è dell’altro. I due prof diffidano il direttore dall’assumere decisioni che riguardano la vita dell’istituzione e dell’organizzazione didattica senza un confronto democratico.