Politica

Elezioni regionali, la macchina di Decaro inizia ad accendersi

BARI – Ufficialmente non ne vuole, ancora, parlare nessuno. Tantomeno il diretto interessato che sul tema mantiene ancora un atteggiamento prudente e rispettoso nei confronti di chi lo ha votato alle scorse elezioni europee. Ma che Antonio Decaro abbia iniziato a pianificare la corsa alle prossime regionali, appare altrettanto chiaro.

Nei prossimi giorni un incontro dovrebbe gettare le prime basi per quelle che saranno le liste del presidente. Un passaggio cruciale per tutta la componente civica che si è creata e stabilizzata nel decennio Emiliano. Ad oggi, da quanto si apprende, sarebbero due le liste riferite al candidato presidente del centrosinistra. Una dovrebbe riunire tutti gli ex amministratori, l’altra capitanata e guidata dall’assessore regionale all’Istruzione Leo, racchiuderà gli attuali consiglieri regionali del suo gruppo e anche qualche ex. Primi, primissimi passi. Come detto, molto prudenti.

Uno scacchiere che si muove anche in Consiglio regionale dove le fibrillazioni di queste ultime settimane, sono passate anche da certezze da incassare per il futuro. Come, ad esempio, quella di non ammettere nella lista del presidente, l’attuale assessore Fabiano Amati. “Si candidi ma si faccia una sua lista” è la richiesta sul tavolo. Come detto, nel riserbo più assoluto. Anche perché un anno – e come minimo c’è un anno alle prossime regionali – è un tempo sufficiente per cambiare tutte le carte in tavola. Si vedrà.

Intanto il governatore che ha prorogato per l’ennesima volta i capi dipartimento sino a gennaio almeno – con buona pace del neo assessore Amati – riunirà nelle prossime ore la sua maggioranza per capire come portare in aula la legge sulle aree idonee, oltre a manovra e bilancio. E questo deve passare dallo sbloccare lo stallo della I Commissione, il cui presidente è vacante e la cui nomina è bloccata dal braccio di ferro tra Azione e i colleghi. Insomma occorre serrare i ranghi, dopo gli scossoni delle ultime settimane. Le offerte di un mini assessorato ai Lavori Pubblici offerto al capogruppo di Azione Mennea, è stata respinta. Ora si cercherà di capire se l’ipotesi di far confluire i calendiani nel gruppo Per la Puglia è destinato a diventare concreto o anche questa volta non andrà in porto.

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