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Lecce, prima la serenità poi la cattiveria agonistica

LECCE – I calciatori del Lecce adesso hanno bisogno di tranquillità, di ritrovare quella serenità che può riportare aggressività e cattiveria agonistica. La squadra, soprattutto nell’ultimo periodo, è apparsa poco convinta dei propri mezzi, priva di intraprendenza e, in ampi tratti, rinunciataria. Purtroppo, i giallorossi erano intrappolati in un vortice di negatività che solo il gol di Pierotti contro l’Empoli ha leggermente attenuato.

La scelta di affidare la panchina a Marco Giampaolo rappresenta una precisa iniezione di fiducia da parte della società a tutta la rosa. Oltre a questa fiducia, il messaggio è chiaro: fare tutto il possibile per la salvezza, senza lasciare nulla di intentato.

Un pensiero che si adatta perfettamente a questo momento si può sintetizzare con una frase: nessun dramma ma nessun dorma.

Giampaolo è stato chiaro: tutto deve passare dal gioco, nulla dev’essere improvvisato. Bisognerà lavorare sodo, ma in questo momento, specialmente alla luce del pensiero del nuovo tecnico che ha affermato “si gioca in 16”, tutti devono sentirsi protagonisti di un progetto. A gennaio, poi, si traccerà una linea e, senza se e senza ma, saranno necessari dei correttivi dettati dalla visione del nuovo allenatore.

In questi giorni, Giampaolo sta lavorando senza i nazionali, quindi solo la settimana prossima potrà contare su Banda, Dorgu, Gaspar, Krstović, Rafia, Ramadani e i giovani Daka e McJannet.

Il lavoro del tecnico abruzzese sarà determinante per dare luce e visibilità ai calciatori meno utilizzati in campionato, a partire da Marchwinski, ma anche Hasa, e magari anche Fruichtl potrebbe avere una chance in porta, data la sua predisposizione al gioco con i piedi.

La storia del Lecce in questo campionato è ancora tutta da scrivere, e c’è molta curiosità per capire quale sarà il primo Lecce del nuovo corso. Il nodo più grande da sciogliere riguarda l’identità del centrocampo: Ramadani sarà chiamato a ritornare ai livelli dello scorso anno, con Coulibaly e Kaba ai lati? Oppure, ipotizziamo come provocazione, potrebbe essere uno tra Pierret o Rafia a diventare il perno centrale della mediana? Oppure si potrebbe giocare con un centrocampo a due e sulla trequarti i tre dietro la punta Krstovic con dove Pierotti e Sansone scalpitano per una maglia. Tutte ipotesi nell’attesa di vedere.

È naturale che con l’arrivo di un nuovo allenatore sorgano domande. Una cosa è certa: il Lecce aveva bisogno di una scossa… spetta a Giampaolo dimostrare di essere l’uomo della svolta e ai calciatori dare tutto, fino all’ultima goccia di sudore, applicando i dettami del nuovo allenatore.

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