Paralisi amministrativa, debiti per 160 milioni di euro, attività di bonifica e manutenzione del territorio ferma nonostante la richiesta del tributo 630 ai consorziati, spese legali fuori controllo, appena 110 dipendenti a tempo indeterminato per il consorzio più esteso d’Italia, che ha assorbito i 4 enti di bonifica commissariati del Salento e del Barese. Il disastro gestionale del Consorzio Centro Sud Puglia in funzione da gennaio scorso – denunciato in conferenza stampa congiunta dai consiglieri regionali di centrodestra dei gruppi La Puglia Domani e Fratelli d’Italia – secondo le dichiarazioni del presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, il dem Francesco Paolicelli, sarebbe imputabile ai governi di centrodestra.
Eppure, dal 2005, la Puglia è amministrata dal centrosinistra, e i debiti dei consorzi soppressi e unificati sono aumentati a dismisura, con un sistema incontrollato di anticipazioni da parte della Regione. A rimarcarlo è Dino Salvato, segretario regionale Filbi Uil: “La verità è che nel 2003 la Giunta Fitto aveva sospeso il tributo 630 per un problema di siccità che aveva causato la protesta degli agricoltori, ma le varie giunte di centrosinistra che sono venute dopo hanno condonato per oltre vent’anni il 630, portando i debiti dei consorzi a circa 650 milioni di euro con un enorme grosso danno erariale”.
Una situazione disastrosa che blocca anche l’attività ordinaria del Consorzio Centro Sud Puglia, dice Salvato: “Tutti i vari commissari che sono subentrati hanno mandato in quiescenza il personale, quindi si è svuotata la struttura dei 4 consorzi commissariati, c’è un’amministrazione che non funziona, un commissario che pensa solo a dare incarichi legali a iosa. Si perdono i giudizi in tribunale di primo grado e si va in appello, e si continuano a elargire denari a tutti gli avvocati”.
L’ente di bonifica di Capitanata, con un territorio di gran lunga inferiore a quello del Consorzio Centro Sud Puglia – fa notare Salvato – può contare su una forza lavoro cinque volte maggiore, ed è per questo che funziona.
