Ambiente

Regione, via libera dalla giunta al Pear: decarbonizzazione, no al nucleare e più energia green

BARI – Decarbonizzare, spingere sulle rinnovabili, opporsi al nucleare, portare i cittadini a richiedere il reddito energetico e a partecipare alle comunità energetiche. Questi gli obiettivi, in estrema sintesi del Pear, il Piano energetico della Regione Puglia che dopo anni di lavoro è stato approvato dalla giunta regionale.

L’ultimo step, quello dell’approvazione da parte del Consiglio avverrà nella primavera del 2025. Nel mezzo tutti gli iter e i passaggi burocratici per arrivare alla versione definitiva.

Il punto di partenza sono i dati: la Puglia produce 34,400 GW di energia, a fronte di un consumo pari a poco meno di 16mila GW. Già prima per eolico e fotovoltaico, ha ridotto di un quarto la produzione di energia da carboni fossili, con la chiusura delle centrali di Brindisi e Bari.

Gli obiettivi del vecchio Pear fissati al 2007 risultano superati, ora bisognerà puntare a quelli del 2030. E sono: ridurre del 55 percento le emissioni di gas serra rispetto al 1990, ridurre i consumi energetici del 9 percento rispetto al 2020, coprire almeno il 40 percento dei consumi energetici con energia rinnovabile, produrre 7 GW da energia green entro il 2030 come già fissato dal ddl delle aree idonee.

Quattro le direttrici per arrivare a centrare questi obiettivi: raddoppiare gli interventi di efficientamento energetico sugli edifici e migliorare l’intensità in campo agricolo, industriale, terziario. Dire addio a olio e carbone, ridurre del 60 percento il gas e aumentare del 230 percento le rinnovabili, così da arrivare ad una riduzione del 57 percento di c02. Ribadire, infine, il no all’energia nucleare.

Il tasto controverso è sull’eolico in shore e off shore: bisognerà valutarne l’impatto ambientale in una regione a forte vocazione turistica e agricola. E non da meno tutelare le colture agricole. Per raggiungere l’obiettivo dei 7 GW da energia green, bisogna incrementare di 5 volte la capacità installata. In tale prospettiva è previsto lo sviluppo di eolico off shore sino a 0,64 GW entro il 2030, poco meno di un terzo dell’obiettivo nazionale. Ad oggi, le richieste per installare impianti eolici al largo dei nostri mari sono già per  26 GW di potenza.

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