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È ancora un Lecce in via di definizione

Lecce, allenamento Acaya

LECCE – Per ora tante idee, ma pochi gol e, soprattutto, meno punti di quelli sperati per una squadra di terza fascia come il Lecce. Forse alla squadra affidata a Gotti la scorsa estate manca qualcosa, ma tuttavia sembra impossibile che il grado di espressione della rosa giallorossa sia così mediocre. 

Eppure sabato a Bologna , solo per ricordare l’ultima esibizione, la squadra schierata in campo era per nove undicesimi  formata da calciatori che il tecnico conosceva già da mesi, o meglio dallo scorso campionato. Pertanto dovrebbe conoscere alla perfezione pregi e difetti di ognuno. E, soprattutto  sapere dove ognuno di loro può esprimersi al meglio. Invece, sembra che ogni settimana si debba sperimentare qualcosa, alla ricerca, ancora, della migliore collocazione.

È il caso di Dorgu, calciatore gira-ruoli: per lui non sembra esserci pace, nel senso che sabato ha giocato mezzala, venerdì prossimo potrebbe ritrovarsi in un altro ruolo. Ma più che la posizione di un calciatore, desta preoccupazione la mancanza di espressione della squadra. E la qualità c’entra fino a un certo punto. E anche l’età. O l’esperienza.

Ripensando al gol subito a Bologna, il primo errore, gravissimo, lo commette Pierotti: l’argentino, che in Italia sta da quasi un anno, si è addormentato sul pallone che Ndoye gli borseggia in un attimo. Un pallone che sorvola la testa dei difensori in area di rigore, per ultimo Gallo, che si accorge di Orsolini quando il sette rossoblu stava già festeggiando. Gotti c’entra poco con queste situazioni. Molto, però,  come detto, con la sterilità espressiva di una squadra che certamente manca di alternative per cambiare volto alla partita, per bilanciare eventuali situazioni sfavorevoli che si palesano durante il match.

Questa squadra manca di qualche elemento chiave. Come un partner di Krstovic. Senza tanti giri di parole Rebic non è pronto e sembra non essersi calato affatto nella causa-Lecce. Il gioco offensivo della squadra leccese è facilmente decifrabile: se Banda non è in giornata o non ha o non gli crei spazi per arrivare nella trequarti offensiva è già un grosso problema. E se dall’altra parte hai un Pierotti che non punge, è un altro problema ancora. E se, pur disperato, non inserisci  il criticatissimo  Morente, o un irriconoscibile Oudin, e mandi in campo Rebic e Sansone solo al minuto 86, qualche riflessione bisogna pur farla. Tuttavia se la società continua a riporre fiducia in mister Gotti, al quale sono attribuibili parte delle responsabilità, ma non tutte, del rendimento finora dimostrato dalla squadra, un motivo ci sarà.  E allora non resta che sperare che il tecnico veneto trovi finalmente la combinazione giusta per far girare questa squadra con continuità. In fondo, deve posizionarsi solo davanti a tre squadre. 

 

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