LECCE – Ha ragione Salvatore Tramacere, fondatore di Koreja, quando dice che il teatro non è e non deve essere lo specchio della realtà, ma deve avere un orizzonte lungo e offrire finestre luminose
E allora il messaggio che accompagna la nuova stagione teatrale di Koreja appare per certi versi dirompente: “Io non vedo deserto, la primavera è destinata a venire”. E’ un inno alla speranza, alla resilienza e alla trasformazione che spinge ad andare oltre le difficoltà.
La nuova sfida culturale di Koreja è vincente: 19 spettacoli tra prosa e musica, 12 appuntamenti per bambini e adolescenti, 2 mostre, 4 laboratori. Dentro questi numeri c’è lavoro e passione. Sul palco big come Ascanio Celestini, Fabrizio Gifuni e Nicola Lagioia.
C’è un pizzico di orgoglio per un percorso nato quasi 40 anni fa, partito da Aradeo e approdato nei cantieri di via Dosso. Un viaggio non ancora finito. Il palcoscenico continua ad avere il suo immutato fascino
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