LECCE – “Lodi s’immola”. Il motto che accompagna la storia ultracentenaria del reggimento “Cavalleggeri di Lodi” campeggia al Comando della Caserma Nacci di Lecce e riecheggia nei cuori di ogni militare.
La storia del reggimento va a braccetto con quella dell’Esercito italiano. Mille battaglie, sangue e lacrime versate per il tricolore. Ecco perché il passaggio di consegne del 15° reggimento, dal colonnello Alessandro Gabelloni al nuovo Comandante Giuseppe De Blasi, non è puramente un atto simbolico. E’ molto di più. E’ la testimonianza concreta di un percorso virtuoso che si manifesta ogni giorno con l’obiettivo di garantire la massima sicurezza al Paese e ai cittadini.
Prima di passare il testimone al nuovo comandante, il colonello Gabelloni, visibilmente commosso, ha ripercorso la lunga e intensa attività del 15° reggimento tessendo le lodi dei suoi militari, un orologio che ha bisogno di tutti i suoi ingranaggi per funzionare a dovere.
Al comando dei Cavalleggeri di “Lodi”, il Colonnello Gabelloni è stato impegnato nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure” quale Comandante del Raggruppamento Interforze “Puglia e Basilicata”. In occasione dell’evento internazionale del G7, il reparto ha anche assicurato il controllo di porti, aeroporti e siti sensibili connessi con l’evento internazionale.
L’onore allo stendardo è stato uno dei momenti più significativi della cerimonia d’armi. Lecce, peraltro, si riserva un posto di diritto nella storia del reggimento Lodi. Il 10 dicembre 2019, infatti, lo stendardo lasciò il Vittoriano a Roma per essere trasferito a Lecce dove il 15° Reggimento “Cavalleggeri di Lodi” venne ricostituito il 10 gennaio 2020 nell’ambito della Brigata meccanizzata “Pinerolo” per trasformazione del 31º Reggimento carri
Discorso a parte merita la Blindo Centauro II, un carrarmato all’avanguardia, un gioiellino che ci invidiano in Europa e di cui si può fregiare orgogliosamente il 15° reggimento. “Siete stati protagonisti di un cambiamento epocale, avete scritto una pagina di storia”, ha detto il colonnello Gabelloni rivolgendo ai suoi militari.
Ad aprire la cerimonia d’armi è stato il gonfalone del Comune di Lecce, seguito dai labari delle locali sezioni Combattentistiche e d’Arma, trait d’union tra la memoria storica e un futuro ancora tutto da scrivere.
Alla cerimonia d’armi, presenziata dal Generale di Brigata Yuri Grossi, Comandante della Brigata meccanizzata “Pinerolo”, erano presenti il Prefetto di Lecce, Luca Rotondi, l’Arcivescovo di Lecce, Michele Seccia e il Vicesindaco Roberto Giordano Anguilla.
