Oggi abbiamo deciso di scavare tra le nostre tradizioni e portarvi in un laboratorio ad hoc per farvi conoscere il Fiocco Leccese: un’antica tecnica di tessitura salentina. Non se ne conosce l’origine, alcune fonti ipotizzano che fosse stato introdotto nel Salento dai Saraceni
A farci compagnia in quest’avventura un’Associazione di Promozione Sociale guidata da Stefania Bruno che ci ha permesso di vedere da vicino questa tecnica di lavorazione, tra telai antichi e nuovi. La difficoltà maggiore in questo tipo di tessitura consiste nell’esecuzione di composizioni a più colori: in questo caso si usano più navette, ognuno con un “cannulicchiu” di colore diverso. Prevede l’uso di un ferro, di diametro variabile in base al titolo del filato usato. Si utilizza, di solito, cotone per l’ordito e lana per la trama per realizzare le tipiche coperte, ma anche cotone sia per trama che per ordito. I tessuti così realizzati sono in genere destinati a rivestire poltrone e divani, creare arazzi e tappeti o per l’ambitissima “cuperta azzata”.
