È difficile parlare di calcio giocato a Brindisi dove la tristezza ha già vinto anche sulla rabbia per come sono andate le cose, perché ormai c’è rassegnazione.
La squadra ultima in classifica, nel Girone C della serie C, ha incassato anche la penalizzazione di 4 punti per irregolarità nei pagamenti degli emolumenti, ed è oramai spacciata, è in caduta libera verso la serie D o chissà, potrebbe andare anche peggio viste le vicissitudini societarie e la poca chiarezza su un futuro che appare sempre più incerto.
In tutto questo c’è anche l’insoddisfazione dei calciatori che hanno denunciato di non aver ricevuto gli stipendi di Gennaio e Febbraio 2024; calciatori che poi sono chiamati a scendere in campo per la salvare anche la loro faccia e la loro professionalità risucchiata in questo vortice di negatività.
La missione sembra quasi impossibile ma bisogna pensare al rettangolo verde e domenica al Fanuzzi arriva il Taranto.
Nessuno mai avrebbe immaginato di dover giocare questo derby, sentitissimo dalla due tifoserie, in questa situazione psicologica e ambientale.
Riusciranno i ragazzi che scenderanno in campo a provare a lasciare fuori la delusione e la rabbia? Il pubblico del Fanuzzi non ha ancora gioito della prima vittoria in campionato e, anche se serve a poco, se dovesse arrivare proprio nel derby con la squadra di Capuano, diventerebbe un raggio di sole in questa bufera societaria e sportiva.
Potrebbero addirittura arrivare ancora una penalizzazione e dunque sul campo la categoria non si può più salvare ma fuori dal campo bisognerà salvare il titolo sportivo per non depredare Brindisi e i brindisini della propria bandiera.
Si gioca domenica alle ore 18.30, arbitra Mario Perri della sezione di Roma 1, che in questa stagione ha diretto 7 gare nel girone C di Serie C.
Responsabile della redazione sportiva TeleRama. Giornalista pubblicista dal 22-05-2014. Coordinatore, responsabile e opinionista delle trasmissioni sportive Piazza Giallorossa e Lecce Channel. Ama definirsi un umile artigiano delle parole e in modo ironico afferma di scrivere per legittima difesa e per lavoro. Autore di tre romanzi: “Il vaso di Pandora” (2010), “La dea del mare” (2012), Quattro sbarre nell’anima (2016).