GALLIPOLI – Sorrisi, tanti, abbracci, e soprattutto tantissimo divertimento. Il carnevale storico di Gallipoli si congeda e saluta l’edizione 2024. Una sfilata che ha visto autentiche opere d’arte sfilare per il lungo corso Roma davanti agli occhi e agli applausi di migliaia di visitatori che hanno raggiunto la cittadina jonica per l’occasione. Il carnevale di Gallipoli è certamente tra i più antichi della Puglia. La manifestazione infatti risale al 1941 con la sua prima edizione sul principale Corso Roma ma si ritiene che i primi riti siano riconducibili addirittura al periodo del Medioevo.
Secondo un copione ormai consolidato anche il carnevale di Gallipoli varia ogni anno il tema per la sfilata dei carri affidando alla creatività dei suoi artigiani l’allestimento dei carri allegorici pronti a farsi ammirare non solo dalle migliaia di persone accorse per l’occasione ma anche dai regnanti del carnevale gallipolino “Re Candallinu e Regina Mendula Riccia”. Il tema di questa ultima edizione è stata Museum, con lo slogan “Un museo è un luogo dove si dovrebbe perdere la testa” citando Renzo Piano. Da Gallipoli, dunque, è partito un vero e proprio omaggio all’arte museale Mondiale, con ovvia attenzione alle opere di cui l’Italia è ricca: le rielaborazioni degli artisti cartapestai hanno reso la città una vera e propria pinacoteca a cielo aperto.
E’ stato così possibile vedere, dipinti capaci di uscire dalle cornici e prendere vita, la primavera di Botticelli, le Tre Grazie, respirare l’atmosfera dell’antico Egitto, la casa Museo di Frida Kahlo, la casa di cioccolato, oppure Vincent Van Gogh, Antonio Ligabue e Alda Merini fatti rivivere nel carro dal titolo Liberiamo i nostri sogni vincitore della categoria.
L’edizione 2024 è stata un successo grandioso, trasmesso in diretta in Puglia e Basilicata da Telarama. Oltre 1200 figuranti complessivamente, 20 esibizioni tra carri di prima e seconda categoria e gruppi mascherati. Tutti calati perfettamente nello spirito del carnevale, nell’allegria di un’atmosfera magica capace di avvicinare giovani e meno giovani al fascino della tradizione artigianale gallipolina.
