LECCE – Di un mercato di gennaio così forse non si ha memoria. Neanche quando la situazione era disperata o vi era un clima di rassegnazione.
Non è questo il caso. Il girone di andata ha creato le premesse per raggiungere l’obiettivo salvezza. I 21 punti conquistati, però, non erano garanzia di nulla sebbene permettevano alla squadra leccese di essere più vicina al traguardo rispetto ad altre in netto ritardo.
Dal mercato si aspettava un rinforzo per reparto. Per essere più coperti numericamente dove necessario.
In entrata un solo calciatore: l’argentino Pierotti. Un puntello in un reparto dove non c’è più Strefezza ceduto al Como. Il brasiliano non ha più trovato lo spazio delle scorse annate. La sua cessione un affare per tutti. Soprattutto per il Lecce.
A proposito di cessioni, sono partiti pure Listkowski al Lecco e Faticanti alla Ternana. Solo il polacco era stato impiegato, una volta, a partita in corso, a Bergamo.
Nessun rinforzo a centrocampo nonostante un paio di piste seguite, pare, più concretamente. Men che meno in difesa. Dove la prima alternativa a Pongracic e Baschirotto, oltre a Touba, è un centrocampista: Blin.
Corvino stava per portare lo svedese Lagerbielke, ma all’ ultimo momento il Celtic ha cambiato idea per esigenze interne.
Quello di gennaio è un mercato complicato. Lo è stato per tutte. E Corvino e Trinchera hanno sempre ripetuto che la sessione invernale deve essere migliorativa. Per darle un senso.
A sedici giornate dalla conclusione il vantaggio del Lecce sulla terzultima posizione si è ridotto a tre punti. La squadra giallorossa è lì dove è sempre stata. E lotterà fino alla fine come è sempre stato.
Al tecnico D’Aversa il compito di tirare fuori il meglio da questi ragazzi che nella prima parte di stagione hanno dimostrato di meritare un posto in questa Serie A.
Redattore. A Tele Rama dal 2003. Giornalista Pubblicista dal 2006