LECCE – Il risarcimento che va dai sette ai nove milioni di euro richiesto da Lidl al Comune di Lecce per essere stato costretto, nonostante le autorizzazioni concesse, a chiudere il punto vendita di Viale della Libertà continua a tenere banco. Una vicenda giudiziaria contorta quanto complessa iniziata nel 2015 e culminata nel 2019 con l’amministrazione Salvemini decreta la chiusura del discount per via delle autorizzazioni edilizie non in regola, annullando il titolo edilizio in autotutela ed intimando la demolizione della struttura, seguendo quella che era stata la pronuncia del Consiglio di Stato. Sulla decisione adottata dall’amministrazione comunale di Palazzo Carafa, che nei giorni scorsi ha nominato un suo consulente tecnico, ci sono state levate di scudi da parte dell’opposizione. “Un vero sindaco avrebbe trovato il modo di tutelare la città e l’imprenditore che con sacrifici ha investito sul nostro territorio”, dice il consigliere Andrea Guido. Che incalza: “Ma come al solito il sindaco Salvemini preferisce mettere la testa sotto la sabbia e lavarsene le mani”. Resta il fatto che ad oggi l’amministrazione comunale continua a sostenere i costi di questo contenzioso, con il rischio di dovere pagare un mxi risarcimento al colosso tedesco tra i sette ed i nove milioni di euro. Adesso la parola passa ai periti del Tribunale che dovranno valutare l’entità dell’eventuale danno subito per il risarcimento nel caso in cui il Comune di Lecce dovesse soccombere in giudizio.