LECCE – Sit In dell’organizzazione sindacale Cobas Lavoro Privato nei pressi della sede del comune di Lecce; una manifestazione orientata a chiedere la salvaguardia dei livelli occupazionali del personale che presta servizio nelle cooperative che svolgono servizi per ISPE Lecce. All’ultimo punto dell’ordine del giorno del Consiglio Comunale di Lecce di giovedi c’era tetsulamente: “mozione inerente la situazione dell’azienda pubblica di servizi alla persona “Ispe” (Istituto per i servizi alla Persona per l’Europa), a firma dei consiglieri Poli Bortone, Gianpaolo Scorrano, Andrea Guido, Gianmaria Greco, Andrea Pasquino, Roberto Giordano, Antonio Finamore, Saverio Martini, Luciano Battista, Oronzo Tramacere, Giorgio Pala”. In rifermento alla gestione della struttura ASP ISPE Lecce, come emerso in sede di audizione presso la Terza Commissione Sanità il 23 ottobre scorso, il sindacato ha precisato che la ratio della norma è che un privato non può affidare ad altri privati la gestione della struttura (ad eccezione della gestione dei servizi mensa, lavanderia e pulizia), mentre un soggetto pubblico può ricorrere all’affidamento a privati come disciplinato dalla Regione Puglia. Le uniche forme possibili di gestione esternalizzata consentite riguardano il servizio mensa, il servizio lavanderia e il servizio di pulizia. Tesi avallata da l’art. 5.3 dello stesso regolamento “Requisiti minimi organizzativi per le RSA”, precisamente al comma 8, che dispone che il divieto di esternalizzare la gestione della struttura a soggetti terzi non si applica alle RSA a titolarità pubblica, ovvero alle RSA di Aziende Sanitarie Locali, e alle RSA di Comuni e di Aziende pubbliche di servizi alla persona. Questa tesi è stata sostenuta dal Consigliere Regionale Antonio Gabellone e dal Consigliere Regionale Paolo Pagliaro. Quest’ultimo ha chiesto in Regione Puglia la revoca in autotutela del bando per n. 47 OSS di Ispe Lecce. Dunque l’ASP ISPE Lecce, per ricevere l’accreditamento da parte della Regione Puglia e continuare ad operare, non è obbligata ad assumere alle proprie dipendenze il personale sanitario per cui viene meno il motivo che giustifica l’indizione del bando di concorso per n.47 unità di Operatori Socio Sanitari. ASP ISPE Lecce, come previsto dal codice degli appalti D.lgs.50/2016, può continuare ad operare con le cooperative e per la salvaguardia dei livelli occupazionali e pertanto si chiede che si proceda con la revoca in autotutela del bando per n.47 Operatori Socio Sanitari, n.18 Infermieri e per tutte le altre figure professionali che hanno già prestato servizio da molti anni nelle cooperative. Durante il Consiglio Comunale di Lecce il Cobas insieme ad una delegazione di lavoratori delle cooperative ha chiesto richieste al Comune di Lecce, che esprime un consigliere nel Consiglio di Amministrazione di Ispe, il ripristino del C.d.A. tutt’ora vacante e sostenere in tutte le sedi amministrative i lavoratori che hanno prestato servizio nelle cooperative da diversi anni con la revoca in autotula del bando per n.47 O.S.S.. I lavoratori sono stati costretti a fare un ricorso al Tar perchè una soluzione alternativa al bando così come proposto rimane possibile e percorribile. I Cobas continueranno a portare avanti questa battaglia, affinché nessun dipendente delle cooperative perda il proprio posto di lavoro.