Cronaca

“Devi morire”: minacce ad un disabile, nei guai una vicina di casa

LECCE – “Devi morire, ti spacco la faccia”. Mesi e mesi di minacce, vessazioni, soprusi e insulti. Fino a quando il caso è finito in Tribunale.

Vittima di questa inquietante esperienza un disabile al 100 per cento, leccese, di 69 anni, il cui unico torto – se così si può dire – era quello di voler utilizzare il suo scooter elettrico, unico mezzo per potersi spostare liberamente e autonomamente. Peccato che ogni qualvolta tentasse di uscire dalla propria abitazione si trovasse l’auto della donna parcheggiata sullo stallo riservato ai disabili o sul marciapiede, impedendo – in questo caso – di fatto, all’uomo, non solo di usare il suo scooter ma anche di uscire di casa.

Le offese – anche piuttosto pesanti – erano quasi all’ordine del giorno: «Tocca mueri (devi morire)», «Ti spacco la faccia pezzo di m…», «Ti sei condannato a morte».

Sono solo alcune delle frasi che avrebbe pronunciato la donna, una vicina di casa, così come riferito dall’uomo nella sua dettagliata denuncia. Insomma, un sopruso bello e buono. Una situazione incandescente e ingestibile che ha finito per avere uno strascico giudiziario.

La vicenda si è chiusa con un decreto di condanna alla pena di 20 giorni di reclusione, convertiti in una pena pecuniaria di 600 euro, emesso dalla gip del Tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano. A coordinare le indagini è stata la Pm Erika Masetti. L’uomo era assistito dall’avvocato Stefano De Francesco.

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