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Sgm: la vertenza arriverà sul tavolo del Prefetto

LECCE – Promesse rimaste lettera morta, volate via come parole al vento. Passano i mesi e gli anni ma i nodi restano irrisolti: organizzativi ed economici, soprattutto. I rapporti tra sindacati e Sgm, la società che gestisce il servizio di mobilità e trasporti a Lecce rimangono piuttosto tesi.

L’ultima frizione tra le parti risale a qualche giorno fa. La decisione della Sgm di obbligare, di fatto, i lavoratori, ad allungare i turni di lavoro per viaggiare sulle navette messe a disposizione degli utenti in occasione della feste dai Santi Patroni di Lecce il 24, 25 e 26 agosto, ha provocato la reazione dei rappresentanti sindacali. Questione di metodo, soprattutto. “La Sgm ha programmato e pianificato il servizio speciale senza il nostro minimo coinvolgimento: è una mancanza di rispetto”, afferma Fabrizio Giordano, segretario Filt-Cgil. E anche nel merito le perplessità sono evidenti. “La modifica della turnazione – aggiunge – rappresenta un reale disagio per i lavoratori, costretti a rivedere i loro programmi a rinunciare a stare con la propria famiglia. Una situazione che si ripete in occasione di eventi speciali, come i concerti o le partite del Lecce allo stadio di Via del Mare”.

Ecco perché le organizzazioni sindacali non prenderanno parte all’incontro convocato per lunedì 21 agosto e sono pronti invece a rivolgersi al Prefetto. In quella sede verranno portate all’attenzione del rappresentante del Governo tutte le criticità che si trascinano avanti da circa un anno, a cominciare proprio da un Piano ad hoc per rafforzare gli incentivi economici da destinare ai lavoratori.

Diverse sono le questioni sulle quali le risposte – fanno sapere dal sindacato – sono ancora “parziali e insufficienti”: l’assenza di una sala soste, la carenza di bagni destinati al personale, (“pronti solo per il 2025”), il congelamento della contrattazione di secondo livello. “Qualche passo avanti è stato fatto – sottolinea Giordano – una parte della premialità è stata spostata sul lavoratore, ma non basta”.

Infine, c’è un altro aspetto sul quale i sindacati chiedono un intervento immediato: i tempi di percorrenza delle corse. “Alcune – fa sapere Giordano – sono “strette”, perché gli autisti hanno troppo poco tempo a disposizione per effettuare il giro completo e sono costretti a “correre” o ad arrivare in ritardo alle fermate previste”. Insomma, il miglioramento della qualità del lavoro resta la bussola da cui ripartire per rilanciare le relazioni sindacali.

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