LECCE – Dopo la falsa partenza del 21 febbraio scorso, a causa delle eccezioni sollevate dalla difesa e legate alla nuova Riforma Cartabia, adesso il processo entra ufficialmente nel vivo. È quello nato dall’omicidio di Donato Montinaro, falegname 76enne di Castrì di Lecce ucciso in casa sua l’11 giugno dello scorso anno.
I suoi presunti assassini sono detenuti a borgo San Nicola dallo scorso ottobre, quando le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce confluirono nel loro arresto.
Davanti alla Corte d’Assise, presieduta da Pietro Baffa, compaiono Angela Martella (58 anni, di Salve), Patrizia Piccinni (48 anni, residente ad Alessano), Antonio Esposito ed Emanuele Forte (entrambi 39enni, residenti a Corsano). Sono accusati, a vario titolo, di aver ucciso o collaborato ad uccidere l’anziano per appropriarsi del suo denaro.
Una brutale esecuzione: quel giorno il 76enne fu raggiunto in casa sua, rapinato, legato alle gambe di un tavolo, incappucciato, imbavagliato, picchiato selvaggiamente e soffocato.
In udienza il legale di Patrizia Piccinni, l’avvocato David Alemanno, ha chiesto e ottenuto che la sua assistita fosse sottoposta a perizia psichiatrica, per valutarne in primis la capacità di intendere e volere. La Corte ha dunque incaricato la dottoressa Francia a procedere, dandole 60 giorni di tempo per stilare poi il resoconto finale di colloqui e test.
Nella precedente udienza la stessa Piccinni si rese protagnista di una zuffa in aula, che ne rese necessario l’allontanamento. Dopo un acceso faccia a faccia con Angela Martella, si scagliò contro di lei, insultandola e tirandole i capelli, accusandola di essere finita in carcere per colpa sua.
Si tornerà in aula il 3 ottobre prossimo. Oltre all’esito della perizia, si procederà all’ascolto dei testimoni del Pubblico Ministero: inquirenti, vicini di casa e poi la donna, che badava alla figlia della vittima, che per prima trovò il corpo di Montinaro.
Il pool difensivo degli imputati è costituito dagli avvocati Silvio Verri, David Alemanno, Luca Puce e Marco Costantini.
ERICA FIORE