LECCE- “Un inganno politico di una macchina costruita per combattere la mafia che nel tempo si è trasformata ed è diventata una macchina che finisce per assistere se stessa . Un apparato parassitario che ha tradito la missione politica che il paese le ha assegnato”. E’ proprio l’inganno di cui il giornalista e saggista Alessandro Barbano parla nel suo ultimo libro.
Un testo che non risparmia critiche anche alla magistratura
“Lo stato – scrive- tende la mano destra alle vittime di mafia per incoraggiarle a denunciare e poi , con la sinistra le mette all’indice”. L’esempio riportato è quello dell’imprenditore di Gela che si è tolto la vita, Riccardo Greco.