SALENTO – La Xylella avanza, ma il monitoraggio è fermo. Un paradosso vero e proprio che finisce per penalizzare l’intero territorio pugliese e salentino e che chiami in causa direttamente le responsabilità del governo regionale.
Il batterio – che ha già contagiato oltre 21 milioni di piante, provocando un crollo produttivo del 75% nella provincia di Lecce, del 20-25% in quella di Brindisi e del 15% in quella di Taranto – continua ad avanzare al ritmo di dieci chilometri l’anno.
Ma per il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano è “un danno limitato e contenuto”.
“Una dichiarazione gravissima”, afferma il vicepresidente di Confagricoltura Lecce, Giangiacomo Arditi.
E intanto i monitoraggi sono fermi al 30 aprile, giorno in cui è scaduto il contratto degli assistenti fitosanitari che hanno il compito di verificare se e quali alberi d’ulivo siano stati contagiati dal batterio.
Una situazione che appare kafkiana. Nel frattempo si attende che la Regione Puglia finanzi la riforestazione e la rigenerazione.
