BRINDISI – Uno degli obiettivi dichiarati da tutti gli schieramenti politici nella campagna elettorale appena conclusa è certamente quello di accelerare l’utilizzo dei fondi del PNRR, in maniera tale da ottenere vantaggi in termini economici ed occupazionali per un paese che vuole a tutti i costi intraprendere la strada della ripresa. Certo, gli ostacoli non mancano, a cominciare da quelli derivanti dal caro materiali e dalla difficoltà di reperire le materie prime utilizzate all’interno dei cantieri.
E’ evidente, però, che decisioni immediate e coraggiose sono non più rinviabili. E’ il caso, ad esempio, dei crediti bloccati delle imprese che hanno eseguito lavori con i bonus edilizi. Un esempio concreto di come un paese possa risultare incapace di finalizzare interventi voluti per migliorare ed efficientare il parco edilizio nazionale.
A Brindisi, invece, se possibile, la situazione è ancora più complessa. Gli investimenti che saranno proposti per il PNRR andranno ad aggiungersi a quelli già definiti con il Contratto Istituzionale di Sviluppo. In un caso e nell’altro, però, ci si dovrà scontrare con l’assenza di un Piano Urbanistico Generale.
Il Documento Preliminare Programmatico fu approvato per la prima volta dall’amministrazione-Mennitti e poi riconfermato dalle due gestioni sindacali successive, mentre il sindaco Rossi – all’atto del suo insediamento nel 2018 – aveva garantito tempi celeri per la conclusione dei lavori propedeutici all’approvazione da parte del Consiglio Comunale. Sta di fatto, però, che nonostante un assessore all’urbanistica del calibro del prof. Dino Borri, il Piano Urbanistico Generale è ancora in fase di gestazione e questo rende estremamente complesso programmare lo sviluppo della città.
Manca, inoltre, una qualsiasi forma di dialogo tra Comune di Brindisi e Autorità di Sistema Portuale e quindi si corre il rischio di vedere programmazioni urbanistiche scollegate tra i due enti, pur nel rispetto delle reciproche autonomie e competenze.
Oggi, a pochi mesi dalla scadenza del mandato amministrativo, ben difficilmente si potrà traguardare l’obiettivo dell’approvazione di questo strumento urbanistico. Ma ciò non toglie che si possa continuare a lavorare, in maniera tale da lasciare la strada spianata alla prossima amministrazione. E invece, di questo argomento se ne parla poco e senza dati di fatto.
Mimmo Consales