LECCE – Qualche giorno per capire che aria tira. Il tempo di partecipare al tavolo convocato da Acquedotto Pugliese per lunedì 12 settembre. Dopodiché i letturisti di Aqp, oggi in stato di agitazione, passeranno a forme di protesta più forti contro l’annunciato taglio di 12 lavoratori su 44. Una forza lavoro oggi sotto contratto con la Gest, che gestisce l’appalto per conto di Acquedotto Pugliese, ma che ben presto passerà alle dipendenze di Fimm. Gest nei giorni scorsi ha comunicato la decisione, motivandola con la volontà dell’azienda che subentrerà, secondo la quale 44 lavoratori sarebbero troppi. Una scelta che però mette a rischio il processo di internalizzazione a più riprese promesso dai vertici di Acquedotto e Regione (proprietaria di Aqp). La Filctem Cgil promette battaglia.
La richiesta è che al tavolo partecipino anche la Regione Puglia e le aziende Fimm e Gest. L’obiettivo di sindacato e lavoratori è duplice: ccantonare subito e definitivamente l’ipotesi della riduzione dell’organico e accelerare il percorso d’internalizzazione previsto nel piano strategico di Aqp.
“I lavoratori, pur apprezzando la convocazione giunta ieri mattina, non intendono abbassare la guardia”, dice Franco Giancane, segretario generale della Filctem Cgil Lecce e coordinatore regionale Letturisti Aqp per la Filctem Puglia. “Hanno infatti deciso all’unanimità di non intraprendere alcuna azione di lotta in attesa del tavolo convocato da Aqp. È stato già deliberato dall’assemblea un pacchetto di azioni di protesta, qualora dalla giornata di lunedì non dovessero giungere impegni precisi sanciti da accordi sottoscritti da tutte le parti. La volontà è unica: chiudere una vertenza che si trascina da troppi anni e che oggi vede l’aggravarsi del livello occupazionale, con eventuali ripercussioni sul processo di internalizzazione dei lavoratori esclusi dall’appalto. Questo non è il momento delle polemiche, perché oggi la strada maestra da perseguire è quella che porta alla risoluzione del problema. Verrà il giorno, però, in cui qualcuno in Aqp dovrà spiegare come si sia potuta creare una situazione che comporta gravi disagi ai lavoratori e alle loro famiglie, e anche come sia stato possibile che chi conosceva il progetto di Fimm abbia taciuto, rischiando di fare scoppiare il problema a decisioni già prese”.