Scacco al clan, il consigliere Guido davanti al giudice: “Mai preso denaro, il servizio già appaltato”

LECCE – Il consigliere comunale di Lecce Andrea Guido è comparso oggi davanti al giudice: durante l’interrogatorio ha respinto le accuse e negato di aver ricevuto denaro. Ha risposto alle domande e ha chiarito la sua posizione. A mezzogiorno in punto ha raggiunto la caserma dei carabinieri di San Cesario, insieme al suo avvocato difensore Ivan Feola. L’interrogatorio si è svolto in videoconferenza, con la giudice del Tribunale di Napoli, Maria Luisa Miranda.

Durante l’unico incontro tenutosi in un bar di Lecce, incontro puramente informativo con gli interessati, avrebbe respinto immediatamente la possibilità di concedere un appalto per l’affidamento del servizio di raccolta dell’olio di origine alimentare esausto nella città di Lecce e negli altri Comuni dell’Aro 1 alle imprese di Francesco Di Sarno, ritenuto braccio economico del clan camorristico dei Moccia. In quell’occasione, ha detto Guido al giudice, avrebbe subito chiarito la presenza di un contratto già in essere con la ditta Monteco e di non aver né ricevuto denaro, così come contestato dall’accusa, né di averne ricevuto la proposta. Ha escluso inoltre pressioni di qualsiasi tipo. L’incontro, avvenuto a fine maggio 2017 alla luce del sole, è avvenuto alla presenza di Giuseppe D’Elia, anche lui ai domiciliari, ed è stato ripreso dai Ros che conducevano le indagini. Dal video, secondo il legale di D’Elia non si evince alcuna consegna di denaro. Anche il 55enne di Novoli è stato interrogato oggi. Difeso dagli avvocati Gabriele Valentini e Giuseppe Quarta ha respinto le accuse confermando le dichiarazioni di Guido.

I legali hanno presentato un’istanza di revoca dei domiciliari. Se non dovessero ottenerla sarà presentato il ricorso al Riesame.

Il consigliere Guido è attualmente ai domiciliari con l’accusa di corruzione con l’aggravante di aver agevolato il clan Moccia. I fatti contestati risalgono al 2017: all’epoca Guido era assessore all’Ambiente della Giunta Perrone. L’avvocato Ivan Feola, che al momento non ha chiesto la revoca dei domiciliari, ha annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame.

 

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