LECCE – Risponderà alle domande del giudice e chiarirà la sua posizione il consigliere comunale di Lecce Andrea Guido, ai domiciliari da mercoledì mattina con l’accusa di corruzione aggravata dall’aver favorito il clan. L’interrogatorio, che sarà fissato nei prossimi giorni, probabilmente si svolgerà per rogatoria a Lecce.
Il legale di Guido, l’avvocato Ivan Feola, ha dichiarato che il suo assistito è pronto a parlare per chiarire la sua posizione e risponderà alle domande dei giudici.
Il legale sta esaminando le quasi due mila pagine di ordinanza nelle quali è racchiusa, secondo la Procura di Napoli, l’attività illecita nel settore dei rifiuti del clan Moccia, ritenuta la più grande impresa camorristica in attività, con ramificazioni anche nei settori dei petroli, appalti ferroviari, costruzioni e compravendite immobiliari. Un giro d’affari arrivato in Puglia con il coinvolgimento oltre che di Guido anche dell’ex vicepresidente del Consiglio comunale barese, Pasquale Finocchio.
I fatti contestati ai due risalgono, al 2017 e riguarderebbero l’affidamento di appalti in favore di personaggi riconducibili al sodalizio mafioso. Guido in quel periodo era assessore alle Politiche Ambientali della giunta Perrone. Secondo le accuse, proprio grazie alla sua posizione, avrebbe ricevuto indebitamente 2.500 euro quale anticipo di una somma concordata di 5 mila per l’affidamento del servizio di raccolta dell’olio di origine alimentare esausto nella città di Lecce e negli altri Comuni del Consorzio dell’ARO 1/Le alle imprese di Di Sarno, escludendo la Ilsap Power Oil srl che, in collaborazione con Monteco, gestiva in precedenza la raccolta dell’olio presso l’isola ecologica della città di Lecce.