TARANTO- I legali dei commissari di Ilva in Amministrazione straordinaria hanno presentato alla Corte d’Assise di Taranto un’istanza di dissequestro degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico, ora gestito da Acciaierie d’Italia.
Si tratta degli impianti finiti sotto sequestro dal 26 luglio 2012 in base a un’ordinanza firmata dal gip Todisco nell’ambito dell’inchiesta per associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari e alla omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro. All’azienda fu poi concessa la facoltà d’uso. Ma secondo i commissari straordinari ora sarebbe cambiato lo scenario delle emissioni rispetto a dieci anni fa grazie ai lavori ambientali e quindi ci sarebbero i presupposti per revocare i sequestri.
Tuttavia sarà compito della Procura di Taranto decidere se l’istanza di dissequestro può o meno essere accolta. Saranno necessari un sopralluogo in fabbrica e la valutazione della documentazione presentata, che si basa sull’attuazione delle prescrizioni previste dall’autorizzazione integrata ambientale del 2017, realizzate ormai oltre il 90 per cento.