Ascensore rotto da anni: malato e senza fiato, abita al terzo piano. “Sono segregato in casa”

LEQUILE – Senza fiato, malato da tempo, il sig. Gino Tondo vive al terzo piano di un palazzo.

Un palazzo senza ascensore. O meglio: l’ascensore c’è, ma è rotto da anni.

Siamo a Lequile, appartamenti Arca Sud Salento. Al civico 16 di via Michelangelo, la famiglia Tondo vive da più di 30 anni. Oggi ci abitano il sig. Gino, la moglie Anna e una dei loro sei figli. Il capofamiglia ha quasi 83 anni, da tempo è molto malato, solo uno dei due polmoni è funzionante e, quindi, è sottoposto all’ossigenoterapia 24 ore su 24.

In più, ha preso il Covid, che ora ha superato, ma che ha aggravato la situazione già precaria del suo apparato respiratorio.

Va da sé che, non potendo utilizzare l’ascensore, in queste condizioni il sig. Tondo è ormai segregato in casa. Se è costretto a uscire -per motivi urgenti, come recarsi in banca a firmare dei documenti- ogni rampa di scale è una montagna da scalare. Serve una sosta di almeno un quarto d’ora ogni 5 scalini per riprendere fiato. Pare che l’ascensore non sia stato aggiustato a causa della morosità di alcuni inquilini. Loro stessi ammettono ora di non pagare la rata del condominio -pure molto alta, da 100 euro al mese- da quando si è verificato il guasto che non è stato riparato.

Ci mostrano anche la vasca da bagno, completamente arrugginita, causa di ferite pericolose, che, pur essendoun problema serio, è passato in secondo piano rispetto all’urgenza dell’ascensore.

Chiedono ad Arca di intervenire. È una questione di dignità e diritti.

 

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