LECCE- Imprese al tracollo, paralizzate dal caro energia acuito dal conflitto russo-ucraino. Molte stanno fermando le attività e mettendo i dipendenti in cassa integrazione. A lanciare l’allarme è Confidustria Lecce, che fa appello alla prefetta e alla politica.
Un disastro annunciato. Dopo aver lanciato ripetuti allarmi sulla crescita esorbitante del costo delle materie prime e dell’energia, Confindustria Lecce alza il livello di allerta, facendo appello alla prefetta Maria Rosa Trio e alla politica, dal presidente della Regione Puglia a tutti i rappresentanti ai vari livelli, perché sollecitino il Governo nazionale ad emanare con urgenza misure che incidano in maniera determinante sui costi energetici e su quelli dei materiali.
Gli effetti del conflitto russo-ucraino stanno dando il colpo di grazia ad un sistema già in crisi. “Possiamo dire di essere di fronte ad un vero e proprio uragano, con il mercato fuori controllo e nessuno a governarlo”, dichiara il presidente reggente di Confindustria Lecce, Nicola Delle Donne.
Le imprese edili, per prime, hanno comunicato la serrata a partire dalla prossima settimana, a causa dell’incremento del 600% del costo dell’asfalto. Ed hanno chiesto di rivedere tutti gli appalti divenuti economicamente insostenibili a causa dell’aumento dei prezzi. Servono misure straordinarie immediate per calmierare i prezzi e compensare le imprese in maniera adeguata per i maggiori costi sopraggiunti in fase di avanzamento lavori. Allarme anche sulla sostenibilità di bonus e superbonus, i cui lavori, vista l’attuale impennata del costo dei materiali, rischiano di non poter essere completati entro giugno. Anche le cartiere e le altre imprese energivore stanno via via sospendendo le produzioni, e stanno mandando in cassa integrazione il personale.
Confindustria Lecce già nei giorni scorsi aveva espresso preoccupazione per i provvedimenti di natura congiunturale e non strutturale, emanati dal Governo per tentare di contenere l’aumento dei costi energetici, evidenziando come sia fondamentale, invece, guardare ad un orizzonte di medio-lungo periodo: il nostro Paese deve creare le condizioni opportune per ridurre la propria dipendenza dalle forniture estere di energia e gas, spingere sulla costruzione di infrastrutture per produrre energia da fonti rinnovabili, puntare all’efficientamento energetico e ad una migliore gestione delle reti, e favorire la creazione di gigafactory, capaci di stoccare energia in periodi di richiesta minima per poi fornirne quantità adeguate in caso di surplus di fabbisogno.
Mariella Vitucci