FRIGOLE- E’ nota ed è anche utilizzata come darsena, ospitando ben 250 imbarcazioni, sebbene quello di Frigole sia soltanto ufficialmente un rifugio barche in caso di maltempo. Per poter procedere alla sua riqualificazione bisogna rimetter mano agli atti ufficiali. L’amministrazione leccese punta a risolvere la questione inserendo quel porticciolo nelle schede del CIS, il Contratto integrato per lo sviluppo, e nell’ambito della pianificazione del nuovo PUG. Una scelta giustificata dalla presenza del vincolo paesaggistico e dal fatto che la zona ricada nella perimetrazione dell’area SIC.
Per l’opposizione, che annuncia battaglia con manifestazioni e sit in di protesta, è questa una scelta che potrebbe mettere in forse la stessa darsena, con il rischio di congelarla per lungo tempo, come accaduto con i lavori su quella di San Cataldo. La soluzione più immediata, invece, sarebbe quella di adottare una variante al Piano regolatore esistente, come tra l’altro suggerito anche dalla Lega Navale che gestisce lo specchio acqueo.
Già il consigliere di maggioranza Antonio Rotundo aveva chiesto che il nodo venisse affrontato attraverso il Piano Coste. Per il consigliere di minoranza Gianpaolo Scorrano, vista la direzione intrapresa dall’amministrazione, “sembrerebbero inutili sia l’ordine del giorno votato all’unanimità in Consiglio Comunale sia gli appelli bipartisan in Commissione come pure la richiesta inoltrata dalla Lega Navale Italiana per avviare – con urgenza – l’iter di riqualificazione dell’area con la relativa redazione di variante urbanistica al PRG vigente”. A suo avviso, due pesi e due misure: due anni fa, l’amministrazione Salvemini adottò la variante per le stesse aree per poter approvare lo studio di fattibilità tecnico economica relativo ai lavori di “tramareterra – il bacino di Acquatina di Frigole”. La nuova tipizzazione come area destinata a “parco costiero” entrerebbe in conflitto con la nuova destinazione urbanistica richiesta, cioè come “Darsena – attrezzature nautiche portuali”.
Ecco perché Scorrano annuncia protesta e “quant’altro si renderà necessario pur di garantire la proroga del servizio in attesa che venga effettuata ed approvata la doverosa variante urbanistica”.
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