SALENTO – «Ogni volta è così, siamo sante o puttane. E non vuoi restare qui e neanche scappare».
C’è la sua voce, ma ci sono anche le sue mani a dare corpo alla sua canzone, “Ogni volta è così”: nella seconda serata del festival di Sanremo, Emma Marrone si afferma non soltanto come cantante ma anche come portatrice di valori: quel suo gesto femminista diventato popolare negli anni ’70 con le proteste per la parità di genere – le mani giunte a formare un triangolo, che richiama la vagina – ribadisce, ancora una volta, da che parte lei sta, quella delle donne.
È un messaggio dello stesso tenore anche aver scelto di farsi accompagnare sul palco dell’Ariston da Francesca Michielin, che poi ha deciso di offrire il bouquet di Sanremo, tradizionalmente donato alle donne, a un musicista uomo dell’orchestra.
Emma, elegantissima nel suo abito di velluto blu notte firmato Gucci, ha conquistato il pubblico: nella classifica parziale della serata, che ha catalizzato oltre 11 milioni di telespettatori, è arrivata seconda dopo la sua amica Elisa.
Grandi risate, invece, con Checco Zalone, nei panni del virologo Oronzo Carrisi, cugino di Al Bano, che veste e parla come lui, orgoglioso della sua fama conquistata sul campo di Cellino San Marco durante l’emergenza Covid, tanto che «Oggi tutti i virologi hanno un agente», dice, prima di intonare «Pandemia non andare via», esibizione che ha fatto toccare al festival il picco in share.