Compostaggio a Masseria Ghetta, Ager tira dritto: “da chi si oppone nessuna valida alternativa”. Insogono Trepuzzi e Surbo

LECCE – Non si placa la bagarre sull’ipotesi di un impianto di compostaggio in località Masseria Ghetta.

I tempi del bando per captare i fondi del PNRR stringono: il termine ultimo per presentare le proposte è fissato al 12 febbraio. E nelle diatriba tra i sindaci di Trepuzzi e Surbo (contrari al sito) e il primo cittadino di Lecce (favorevole) interviene a gamba tesa l’Agenzia Regionale dei rifiuti (AGER).

Il nodo è questo: individuare un impianto di trattamento Forsu in provincia di Lecce è necessario, come previsto nello stesso Piano Regionale dei Rifiuti urbani approvato in consiglio regionale il 14 dicembre scorso. Ma sul sito proprio non si riesce a venirne a capo.

Il commissario dell’Ager, Gianfranco Grandaliano, replica punto per punto alle rimostranze dei Comuni di Surbo e Trepuzzi.

Punto uno: rispetto a quanto alluso dai due sindaci “nessun dubbio in ordine alla natura pubblica dell’impianto in questione -dice- non solo nella fase di progettazione e realizzazione, ma anche in quella gestionale che, come già dichiarato -precisa- sarà affidata al nuovo soggetto pubblico in via di costituzione tra AGER e Regione Puglia”.

Punto due: “il percorso decisionale intrapreso è stato condiviso a più riprese con tutti i territori interessati” dice ancora Grandaliano, stilando poi una lunga cronistoria su tavoli regionali e provinciali che si sono tenuti dal 2019 ad oggi.

Su un passaggio, in particolare, si sofferma Ager. Il senso è questo: è vero che il sindaco di Trepuzzi ha presentato, il 2 novembre scorso, la proposta di tre siti alternativi a Masseria Ghetta, sempre in provincia di Lecce. Ma è pur vero – spiega ancora Ager – che tutti e tre sono risultati inidonei. Più nel dettaglio: il sito alternativo ricadente nel Comune di Lecce, stando all’istruttoria redatta dai tecnici comunali di palazzo Carafa, “è risultato inidoneo per la sussistenza di vincoli ostativi” sostiene Grandaliano. Gli altri due, l’area in Agglomerato Industriale Galatina/Soleto (adiacente alla zona oggu utilizzata per l’impianto di depurazione del Consorzio ASI di Lecce) e l’area in Agglomerato Industriale Tricase/ Specchia/ Miggiano, “non potevano essere ritenute idonee in quanto la prima -continua Ager- era stata già candidata dal Comune di Soleto nel 2018 il quale aveva successivamente comunicato l’indisponibilità alla localizzazione. La seconda era del tutto generica e priva di precisa localizzazione”.

Sono state queste – secondo Ager – le uniche proposte, seppur inaccoglibili, ricevute ufficialmente. Da quel momento in poi il nulla, se non “territori genericamente indicati, senza alcuna comunicazione di localizzazione”.

Ecco perchè il 23 dicembre AGER “per evitare la mancata partecipazione al bando del MITE per il PNRR -spiega- ha affidato l’incarico per la progettazione in località Masseria Ghetta. Il 10 gennaio la società incaricata ha dunque trasmesso ad AGER la progettazione e il piano economico finanziario ed immediatamente è stata avviata la procedura di verifica e validazione, che si concluderà in tempo utile per il 12 febbraio prossimo, termine ultimo per candidare le proposte”.

Non tarda ad arrivare la replica dei due sindaci, Taurino e Trio, che – in merito alla natura pubblica dell’impianto – puntano i fari su quella che definiscono “una coincidenza poco chiara”.

“Il 4 gennaio – spiegano- è giunta alla Provincia e al Comune di Lecce e ad altri enti (ivi compresa la Regione Puglia) una nota inviata dalla società “Calabra Maceri & Servizi Spa”, quale capogruppo di una ATI, con la quale viene richiesto il rilascio del provvedimento unico di VIA e AIA per il progetto di un impianto di compostaggio (con sezione di digestione anaerobica e produzione di biometano ed anidride carbonica) proprio in Località Masseria Ghetta.

Considerata la coincidenza del sito per il quale tale richiesta viene avanzata -incalzano- è di palese evidenza che il soggetto proponente non abbia natura pubblica e sia pertanto inidoneo per la formulazione di proposte da sottoporre a finanziamento nell’ambito del bando in questione”.
Ciò detto, a questo punto i due primi cittadini chiedono di conoscere le caratteristiche del progetto pubblico e del proponente, dei quali rimarcano di non saper nulla, “ferma restando -chiosano- la contrarietà al sito per tutte le ragioni espresse fino ad oggi”.

ERICA FIORE

 

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