GALATINA- Tre giorni di spettacolo, tre giorni per riscoprire la storia, quella più autentica grazie all’Accademia Mediterranea dell’Attore che ha messo in scena “Pupe di Pane“.
Presso l’Istituto Laporta/Falcone Borsellino di Galatina, cinque bravissime attrici dell’Accademia, hanno raccontato la trasformazione miracolosa della farina da cui sono nate tutte le religioni del Mediterraneo. Tra impasto, lievitazione, cottura, condivisione e cooperazione, il sipario si è alzato su un teatro del pane che ha tenuto insieme, in 26 minuti, duemila anni di storia.
Dalla fame della civiltà contadina, alle tessere annonarie della guerra, dalle lotte sindacali alle bambole di pane della Settimana Santa, che erano cibo, talismano e giocattolo per una società di pura sussistenza, in cui il pane era il simbolo della comunità e della comunione. Un poetico intreccio di mitologia e quotidianità che, nell’anno in cui una città del pane come Matera è capitale europea della cultura, dovrebbe essere visto da tutti gli italiani. Come antidoto contro l’individualismo che oggi riflette nei nostri pani monoporzione il cono d’ombra della collettività.