SALENTO- Prima del ritorno in grande stile dell’estate, con temperature che la prossima settimana riprenderanno a superare i 30 gradi, il week end si chiude con un bilancio di non poco conto sul maltempo, soprattutto nei campi ma anche sulle strade.
A Taranto, ad esempio, ha ceduto l’asfalto del cavalcavia Croce ed è stato necessario disporne la chiusura temporanea in entrata e in uscita dalla città, per i mezzi diretti e provenienti da Bari e Reggio Calabria. Gli operatori dell’Anas si sono posizionati sulla SS 100 per segnalare la viabilità alternativa e i tecnici comunali sono intervenuti per individuare e risolvere il problema. Lunedì mattina una ditta incaricata provvederà al ripristino.
L’animazione satellitare (a sinistra) a cura di Windy.com, diffusa da Supermeteo, ha mostrato la circolazione ciclonica in mattinata attorno al minimo di bassa pressione dislocato in pieno Mar Ionio, con nuclei intensi sull’Adriatico, in risalita verso Bari.
La conta dei danni per i temporali della settimana che si chiude resta importante: il violento acquazzone a Nardò e le grandinate a Racale e a Salve sono arrivate proprio nel momento in cui si sta ultimando la vendemmia e alle porte della raccolta delle olive. La pioggia – precisa la Coldiretti Puglia – è attesa per combattere la siccità nelle campagne ma per essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni forti e bombe d’acqua, provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti.
Il rischio idrogeologico riguarda contesti prevalentemente agricoli o naturali per il 67% perché in Puglia la terra frana e si consuma anche a causa dell’abbandono delle aree rurali per fattori diversi a cui si aggiungono fenomeni meteorologici sempre più intensi, concentrati in poche ore e su aree circoscritte, con alluvioni e danni anche in aree non eccessivamente antropizzate. Lo scenario è aggravato dal dato negativo del consumo del suolo in Puglia, dove – denuncia Coldiretti – sono stati ‘mangiati’ in 15 anni in Puglia oltre 157mila ettari di suolo, uno dei dati più negativi d’Italia, a causa dell’abbandono, della cementificazione e dei nuovi impianti fotovoltaici installati a terra che hanno assorbito il 37% del suolo consumato nella regione in un anno tra il 2019 e il 2020.