SALENTO – L’emergenza sanitaria non solo non è archiviata, l’imprevedibilità della variante Delta – in Puglia pari al 16 per cento circa dei casi positivi attualmente noti – non consente una riorganizzazione del personale sanitario impegnato nella lotta al Covid. Si naviga a vista, giorno per giorno. E adesso la necessità di attivare gli ambulatori di assistenza sanitaria per i turisti è la sfida parallela da affrontare. E si è ancora al lavoro.
Sono 22 i presidi sanitari attrezzati, dislocati nelle località turistiche della provincia di Lecce, in cui i medici in servizio sono chiamati a svolgere tutte le funzioni del Medico di medicina generale solo per i cittadini residenti fuori provincia e in vacanza qui.
Le località sono sempre le stesse: Casalabate, le marine leccesi, le frazioni di Porto Cesareo, le marine di Nardò e quelle del Gallipolino, Torre Suda, le marine di Ugento e ancora Torre Vado, Santa Maria di Leuca, Tricase porto, Andrano, Castro, Santa Cesarea Terme e Otranto.
Per alcune, in relazione ai flussi turistici, è prevista l’attivazione degli ambulatori h24. Attualmente però non si è ancora arrivati a garantire questa copertura. Dacché, si diceva, la riorganizzazione del personale sanitario è ancora un work in progress. Una delle ipotesi al vaglio sarebbe quella di spostare medici e infermieri arruolati nelle USCA (Unità speciali di continuità assistenziale, a domicilio) proprio per coprire i turni negli ambulatori in questione.
C’è poi un altro capitolo, quello delle ambulanze convenzionate, ossia garantite grazie a convenzioni con associazioni. Le uniche due postazioni attualmente attive sono a Gallipoli e a Torre San Giovanni. Sono due delle marine in cui, statisticamente, si registra il maggior numero di imprevisti soprattutto in spiaggia, complice la presenza sempe più corposa di vacanzieri. Attive due su sette dunque, dacché le altre ambulanze in convenzione sono previste a Casalabate, San Foca, Santa Maria al Bagno, Torre Lapillo e Torre Chianca. Per tutte le altre località si farà riferimento, invece, alla Centrale operativa del 118.
Erica Fiore