SALENTO – Ogni anno, il ministero dell’Ambiente, ora ministero della Transizione ecologica, stila una lista meritoria in base alla quale destina i fondi pubblici alle Aree Marine Protette italiane.
Ebbene quest’anno tra le cinque riserve più virtuose del Paese compare Torre Guaceto. Dal 2012 la riserva salentina rientra nella classifica ministeriale e più volte si è piazzata nella top five.
Il metodo di valutazione tiene conto dei parametri strutturali delle riserve marine, come ad esempio l’estensione, l’efficacia delle politiche di tutela e promozione attuate e la capacità degli enti gestori di attingere a fondi privati, ossia di autofinanziare le proprie attività di protezione dell’ambiente e dei beni culturali.
Il fatto che, malgrado le ridotte dimensioni (uno dei criteri a monte della classifica), Torre Guaceto si classifichi ancora una volta tra le migliori riserve marine, “pone l’accento sulla qualità della gestione condotta – commentano orgogliosamente dal Consorzio – un risultato ottenuto con i soli proventi ottenuti con la gestione dei servizi estivi”.
La buona nuova della classifica si accompagna ad un’altra novità. La Direzione Generale mare, ossia la struttura della UE che elabora e attua le politiche della Commissione europea in materia di affari marittimi e pesca, ha scelto di portare la gestione Torre Guaceto quale unica best practice che verrà trattata nell’ambito del seminario annuale sul mondo della pesca.
Martedì prossimo primo giugno, infatti, partendo proprio dal modello Torre Guaceto, la Direzione Generale discuterà le misure che occorre adottare a livello europeo per una corretta gestione della pesca.