ORIA- Avviare il procedimento per la dichiarazione d’interesse eccezionale per il Castello di Oria, così come previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, potrebbe essere la strada per garantire la più ampia fruizione di quello che è un “gioiello sepolto”, sebbene sia una “perla del Brindisino”. Lo definiscono così i consiglieri regionali Paolo Pagliaro (capogruppo La Puglia Domani) e Maurizio Bruno (Pd), che hanno richiesto un’audizione sul tema in Commissione Cultura, con l’obiettivo di sollecitare l’assessore al ramo Bray e tutti i soggetti istituzionali interessati, con il contributo delle associazioni locali, ad attivarsi per la valorizzazione e promozione di questo bene straordinario, chiuso al pubblico da ben 14 anni.
Il primo passo è, appunto, l’avvio da parte della Soprintendenza del procedimento per la dichiarazione d’interesse eccezionale, in modo da rendere il castello nuovamente fruibile al pubblico come avvenuto per circa settant’anni fino al 2007.
“Ci sembra un atto dovuto – dicono i consiglieri – visto che l’interesse particolarmente importante del castello oritano fu riconosciuto già nel 1955. Anche l’area archeologica sulla quale il maniero insiste, dichiarata di interesse rilevante nel 2010, possiede i requisiti stabiliti dalla norma affinché il Miur possa procedere alla dichiarazione d’interesse eccezionale. Riaprire i battenti di questo monumento significherebbe rendere giustizia a pagine importantissime della nostra storia, che incrociano i destini di personaggi illustri come Federico II, Alfonso II d’Aragona, San Carlo Borromeo. Ecco perché, in audizione, speriamo di raggiungere l’obiettivo bipartisan di dare il via a questo percorso per il riconoscimento di interesse eccezionale, per restituire ad Oria l’orgoglio di un castello che merita un ruolo di primo piano nei percorsi turistici e culturali salentini e regionali”.