LECCE – Di peculiare, nelle sue opere, c’è molto più che lo stile e i colori.
L’arte di Max Sauvage è inconfondibile. Il suo “surrealismo pop made in Italy”, anzi, nel Salento, è quello che si ispira a De Chirico Dalì, Ernst, Magritte, solo per citarne alcuni. L’arte di questi grandi fa spesso da sfondo nelle scene che hanno come protagoniste indiscusse le sue creature zoo-antropomorfe. 
Corpo umano, testa di uccello, quell’uccello che per lui vuol dire libertà.
E ora, “l’uomo, icona e mito mediterraneo del nostro tempo”, come viene descritto sulla copertina del volume che racchiude i suoi lavori, torna in mostra in una esposizione antologica di 150 opere, dal 1968 al 2021, ospitate a Lecce, nell’ex chiesa di San Francesco della Scarpa.
L’evento ha il patrocinio della Provincia, del Comune di Lecce, del polo biblio-museale e della Regione Puglia.
Un viaggio nel mondo unico di un artista iconico, visitabile fino al 3 giugno.