PUGLIA – Tra le ultime direttive regionali per il contenimento dei contagi, c’è l’ordinanza sulla scuola che – questa volta – resterà in piedi fino alla fine dell’anno scolastico, confermando la libertà di scelta, in mano alle famiglie degli studenti, tra didattica in presenza o digitale in tutti gli istituti di ogni ordine e grado.
La giornata di lunedì è stata sufficiente per tracciare un primo bilancio sugli effetti dell’ordinanza che ai sindacati, ancora una volta, ha fatto storcere il naso.
Secondo un sondaggio effettutato dall’Associazione Nazionale Presidi, su un campione di 100 scuole pugliesi, in quelle di primo grado è rientrato in aula il 56% della popolazione studentesca. Negli istututi di secondo grado soltanto il 6%.
Il presidente di Anp, Roberto Romito, nel commentare quest’ultimo dato è netto: “Dimostra l’eclatante fallimento del rientro a scuola in Puglia – dice – reso possibile dalla permanenza della didattica “a scelta”. Assecondare questa tendenza rinunciataria, per eccessiva prudenza, per calcolo o per comodo, porterà inevitabilmente a far prevalere l’idea che la scuola non sia poi così importante”.