Alta velocità fino a Lecce, Pagliaro: “nel Piano Nazionale di rilancio solo un accenno. Vogliamo chiarezza”

Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani.

«Amarezza e delusione, ma allo stesso tempo una rinnovata determinazione a proseguire la nostra battaglia per reclamare un diritto negato ancora una volta. Sono i sentimenti che ci animano dopo aver cercato invano, nelle 270 pagine del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, programmi chiari e precisi sull’estensione della linea ad alta velocità/capacità ferroviaria fino a Lecce. Ma nel PNNR si annuncia soltanto “l’estensione dell’Alta Velocità al Sud, lungo la direttrice Napoli-Bari che viene conclusa, e la massima velocizzazione della Salerno-Reggio Calabria, ottimizzando gli interventi. Infine si velocizzerà anche il collegamento diagonale da Salerno a Taranto e la linea Palermo-Catania- Messina”.
I fondi del PNNR dovevano servire a sanare una disparità di trasporti che è la cartina al tornasole di una regione che viaggia a due velocità. E invece, quel che è certo è che dal prossimo anno tutti i cantieri della Napoli-Bari saranno operativi. Entro il 2023, con il completamento delle prime tratte, partirà il primo collegamento diretto tra Napoli e Bari “con successiva estensione dell’itinerario fino a Lecce e Taranto”. Un vago accenno che puzza di bruciato. Vogliamo sapere – con chiarezza cristallina – cosa vuol dire “successiva estensione”, perché di velocizzazione della linea non vogliamo sentirne parlare, e di premi di consolazione e fumo negli occhi siamo davvero stufi. Quindi, piani e cronoprogrammi chiari, o barricate.
Questo piano tradisce le aspettative del territorio salentino che abbraccia le province di Lecce, Brindisi e Taranto. Un territorio operoso, produttivo e dall’enorme appeal turistico, che non si rassegna a trasporti ferroviari di seconda classe, inefficienti e obsoleti. Un territorio che ha il diritto di far correre il proprio futuro sui binari dell’alta velocità, affrancandosi dalla sudditanza al capoluogo pugliese e rivendicando un’autonomia infrastrutturale imprescindibile, in quella che è la regione più lunga d’Europa.
Stop al baricentrismo e pari opportunità per il sud del sud d’Italia, che comincia a Santa Maria di Leuca e non finisce a Bari. L’abbiamo gridato e continueremo a farlo finché avremo fiato, con una protesta che siamo pronti a portare fino a Roma e Bruxelles, pur di farci ascoltare.
È un boccone amaro da ingoiare, questo PNNR che passa sulle nostre teste, fa carta straccia della mozione per l’alta velocità fino a Lecce approvata all’unanimità dal Consiglio regionale pugliese e ignora la lettera aperta condivisa con i consiglieri di destra e sinistra, per mobilitare tutti i parlamentari salentini e pugliesi in questa battaglia di civiltà e giustizia.
Non ci basta il contentino degli interventi previsti nelle stazioni ferroviarie di Lecce e Taranto, inserite insieme a Bari tra quelle che beneficeranno di progetti di riqualificazione, accessibilità ed efficientamento energetico.
Vogliamo salire su un treno veloce e moderno nella nostra città, e scendere a destinazione senza dover fare sosta obbligata a Bari, senza cambi di binari e attese di coincidenze. Questo vuol dire trasporti su ferro moderni, ed è questo che si merita il Salento».

 

 

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