BARI – “La nostra battaglia per la realizzazione dell’Alta Velocità/Capacità fino a Lecce, necessita del più ampio e convinto sostegno istituzionale per poter essere condotta a termine, con il reperimento e lo stanziamento delle risorse necessarie. Solo attraverso la realizzazione di questa grande infrastruttura ferroviaria, il Salento potrà uscire dall’ombra di collegamenti su rotaia antiquati, del tutto inadeguati alle esigenze del territorio e delle presenze turistiche che ospita”. Esordisce così la lettera indirizzata a tutti gli onorevoli salentini e pugliesi di Camera, Senato e Parlamento europeo, da 32 consiglieri regionali pugliesi (tra cui 9 dei 10 salentini), dal presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva e da quello della Provincia di Brindisi, nonché sindaco della città, Riccardo Rossi.
L’iniziativa è legittimata anche da una specifica Mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 23 marzo scorso e recepita nella Mozione unitaria sul Next Generation EU, anch’essa approvata all’unanimità nelle scorse ore. “In linea con la volontà espressa dall’assessora Maurodinoia di convocare un tavolo permanente dei parlamentari pugliesi sul tema – si legge nella lettera – vogliamo sollecitare un’azione istituzionale sinergica e forte, per raggiungere l’obiettivo e rivendicare il diritto ad un trasporto pubblico moderno ed efficiente.
Il Salento non può restare escluso dall’alta velocità/capacità, perché «l’Italia inizia a Santa Maria di Leuca e non finisce a Bari», come scandisce lo slogan che ha animato la mobilitazione del territorio per reclamare a gran voce trasporti ferroviari dignitosi, che possano colmare il gap accumulato da decenni.
L’annunciata velocizzazione della linea ferroviaria RFI fino a Lecce, passando per Brindisi, è solo un palliativo – continuano i consiglieri – che nulla ha a che fare con l’alta velocità/capacità, visto che gli utenti sarebbero comunque costretti a scendere a Bari, a cambiare binario con il bagaglio al seguito e ad attendere la coincidenza per Brindisi e Lecce.
Vista la definizione in corso dei progetti esecutivi per l’accesso alle risorse del Recovery Plan, è quanto mai urgente incalzare il Governo nazionale affinché quest’opera sia inserita fra le opere prioritarie.
Serve il massimo sforzo per fare squadra a tutti i livelli istituzionali – concludono i firmatari – e mettere in campo un’azione di pressing che possa determinare il raggiungimento di un obiettivo fondamentale per lo sviluppo del Salento e della Puglia. Un obiettivo di civiltà non più procrastinabile”.