“Basta tagli alla scuola pubblica”: sciopero e sit-in dei Cobas

LECCE – Riduzione numero di alunni/e per classe, aumento degli organici e assunzione dei precari/e,
massicci investimenti per l’edilizia scolastica. Illustrano così il loro personale recovery plan i Cobas della scuola, in sciopero e in sit-in ai piedi della Prefettura di Lecce.

Le loro istantanze:

“Il conflitto politico e sindacale che si apre nella fase attuale, con una Pandemia mondiale in corso, è incentrato sulla destinazione delle risorse economiche pubbliche e del Recovery Found, in cui Scuola, Sanità e Trasporti saranno “capitoli di spesa” decisivi.

È urgente porre all’ordine del giorno una visione diversa ed alternativa rispetto alla gestione economica e politica pre-Covid: durante la pandemia sono infatti tragicamente emerse tutte le problematiche reali che viviamo nelle Scuole: precarietà, inefficienze e disorganizzazioni, dirette conseguenze di anni di tagli e privatizzazioni e del progressivo smantellamento dello Stato sociale!

Per quanto riguarda la Scuola, le destinazioni principali dei 20 mld di euro previsti dal Recovery Plan, che il nuovo governo si accinge a (ri)scrivere, rischiano di allontanarci ancora di più dal modello di scuola pubblica previsto dalla Costituzione, una comunità educante vivace, libera e inclusiva, aperta ai bisogni dei territori, che dovrebbe puntare alla formazione di cittadini/e dotati/e di strumenti cognitivi a 360 gradi e di spirito critico per una lettura profonda e articolata della complessa realtà sociale in cui viviamo.

I fondi per la digitalizzazione con l’adozione acritica delle nuove tecnologie implicano il rischio della trasformazione dei docenti in meri “facilitatori” di un processo di apprendimento standardizzato (vedi modello Invalsi) gestito dalle multinazionali del Web; i fondi per la ricerca e l’impresa rischiano trasformare la scuola in un’agenzia per “l’addestramento” al lavoro (precario, saltuario e non tutelato!)

Occorre urgentemente invertire la rotta, con un intervento di “risarcimento” per i tagli decennali subiti nel settore dell’istruzione e dell’Università, per un rilancio di una Scuola Pubblica realmente laica, inclusiva e pluralista!

Tre obiettivi strutturali sono oggi possibili, ma soprattutto improrogabili:

1) No alle classi “pollaio”: massimo 20 alunni/e per classe e 15 alunni/e nelle classi con alunni diversamente abili;

2) Garantire la continuità didattica e la sicurezza reale nelle aule scolastiche, laboratori, palestre, ecc., attraverso l’assunzione, tramite Concorsi per soli titoli, dei Docenti Precari che abbiano svolto 3 anni scolastici di servizio e del personale ATA (Ausiliari, tecnici e amministrativi) con 24 mesi di servizio;

3)Investire massicciamente sull’edilizia scolastica per avere spazi idonei e una Scuola vera, in presenza e in sicurezza!

Tre obiettivi su cui puntiamo a costruire un’ampia convergenza dentro e fuori le Scuole.

Quello del 26 Marzo è uno sciopero non solo sindacale ma anche politico e sociale per un diverso modello di Scuola! I COBAS hanno condiviso questo percorso con il movimento di Priorità alla scuola! e con il Coordinamento nazionale dei precari scuola, per promuovere – nel maggior numero di città – mobilitazioni che coinvolgano tutto il popolo della Scuola Pubblica: Docenti, Ata, studenti, genitori e, in generale, tutti i cittadini e le cittadine democratiche!

Sottolineiamo infine che per noi il 26 è anche una giornata di protesta contro l’ulteriore riduzione del diritto di sciopero imposta dal recente vergognoso accordo tra governo e Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda”.

 

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