LIZZANELLO – La vicenda dello scioglimento del Consiglio Comunale di Lizzanello si complica ulteriormente e parte la diffida al Prefetto di Lecce da parte dell’avvocato Pietro Quinto.
Un passo indietro.
Il 9 marzo 4 consiglieri comunali hanno rassegnato le dimissioni anche a nome di altri 8 consiglieri, in virtù di un atto notarile sottoscritto da tutti e 12 e di contestuale atto di delega ai 4 che hanno protocollato personalmente le dimissioni.
Preso atto delle dimissioni, il Prefetto di Lecce ha disposto lo scioglimento del Consiglio Comunale. Dopo appena 2 giorni, però, il Prefetto ha revocato quello scioglimento, rilevando la “non contestualità delle dimissioni”, il tutto in virtù di alcune imprecisioni legate alla delega concessa da otto consiglieri ai quattro che si sono presentati fisicamente dal notaio.
Con una diffida, presentata tramite l’Avvocato Pietro Quinto, i consiglieri comunali dimissionari hanno rilevato l’illegittimità dell’atto di revoca disposto dal Prefetto, “in quanto – sostiene l’Avvocato Quinto- l’atto di delega poteva essere esibito anche in un momento successivo, come di fatto è avvenuto”. L’Avvocato, dunque, ha contestato la convocazione del Consiglio Comunale per la surroga dei 4 dimissionari, rilevando che le dimissioni finalizzate a perseguire lo scioglimento del Consiglio Comunale, se lo scioglimento non si realizza, non hanno efficacia. “Dunque – conclude l’avvocato Quinto- è inammissibile la procedura di surroga. Per cui se dovesse essere accettata la diffida inoltrata al Prefetto, se non ci sarà scioglimento, rientrano nell’assise tutti e 12 i dimissionari”.
“Sono maldestramente caduti ma non è colpa mia” interviene direttamente il sindaco di Lizzanello Fulvio Pedone, rispondendo all’avvocato Quinto, dopo la diffida inoltrata al Prefetto.
“Prendo atto delle dichiarazioni “politiche” provenienti da un apprezzato studio legale, lo stesso che il giorno prima mi aveva garantito la certezza della tesi contraria -continua- Comprendo lo stato d’animo dei consiglieri maldestramente decaduti nel tentativo di colpirmi alle spalle, ma cosa vogliono da me? Hanno fatto tutto da soli. Il loro operato pasticciato -in disparte la richiesta di aiuto all’autorevole amico avvocato- rimarrà sullo sfondo di questa brutta pagina politica, in cui le uniche vittime sono le Comunità di Lizzanello e Merine.
C’è tanto da fare per le mie amate comunità – conclude il primo cittadino – tra l’altro siamo ritornati in zona rossa e non posso farmi distrarre da una politica fatta solo di insulti ed interessi personali”.