SALENTO- La drastica riduzione delle giornate di pesca a circa 130 all’anno mette a rischio il futuro della flotta a strascico pugliese, il segmento più importante per occupazione e produzione ittica, dopo che le marinerie hanno già perso un fatturato da 30 milioni di euro a causa dell’emergenza Covid. La denuncia è di Coldiretti Impresapesca, a seguito della pubblicazione del decreto della Direzione Generale della Pesca e dell’Acquacoltura del Ministero delle Politiche agricole che impone un nuovo taglio all’attività di pesca nei mari italiani colpendo un settore che ha già pagato un conto salato all’emergenza Covid per effetto di produzione invenduta, crollo dei prezzi e chiusura dei ristoranti, assieme alle forniture di pesce sulle tavole, aprendo un varco sempre più ampio alle importazioni dall’estero. Le aree vocate sono prioritariamente Manfredonia, Molfetta, sud Barese e Salento, dove il pescato più importante è costituito da gamberi, scampi, merluzzi.
“La situazione delle marinerie in Puglia è molto grave per il crollo della domanda sui mercati italiani ed esteri a causa del Covid con l’azzeramento degli ordini, per la chiusura 7 giorni su 7 dei ristoranti. L’effetto della pandemia è stato il crollo delle vendite del pesce fresco, a favore del prodotto surgelato, mentre 8 pesci su 10 consumati sono stranieri spesso senza che i consumatori lo sappiano. Una crisi quella del settore ittico, che si trascina da 30 anni in un mercato, quello del consumo del pesce, che aumenta, ma sempre più in mano alle importazioni”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
Con la riduzione delle uscite della flotta operante con sistemi a traino – sottolinea Coldiretti Puglia – le giornate di effettiva operatività a mare passano a non più di 130/160 gg. di media all’anno. Un numero di giornate che varia da zona di pesca a zona di pesca (Gsa) e dimensione delle barche e che rende non più sostenibile l’attività di pesca per la flotta nazionale, considerata anche l’assenza di sostegni e di ammortizzatori capaci di rendere sostenibile le interruzioni e l’economica delle imprese.
Coldiretti-Impresapesca chiede che, con il nuovo Ministro, si possa, nel più breve tempo possibile, affrontare il problema delle giornate di pesca, rinegoziandone la riduzione oppure dando le opportune coperture di sostegno alle imprese costrette alla inattività.