Operazione Skipper, scena muta davanti al gip

LECCE- Mentre si attende che sia attivato il procedimento di rogatoria per l’interrogatorio e il rientro in Italia di Aldo Giannotta, il boss arrestato in Brasile, sono cominciati gli interrogatori dei presunti affiliati all’organizzazione criminale dedita al narcotraffico dal Sud America al Salento, finiti in carcere nell’operazione Skipper della Squadra Mobile. In tutto 11 persone comparse davanti al gip Cinzia Vergine che per la maggior parte si sono avvalse della facoltà di non rispondere. Anche Giannotta, 58 anni, nato ad Acquarica del Capo ma trasferitosi da tempo in Brasile, dopo un lungo soggiorno ad Amsterdam, dovrà essere interrogato. Il suo avvocato, Biagio Palamà, attende di conoscere le modalità del rientro in Italia. Giannotta è ritenuto la mente dell’organizzazione, il capo e il finanziatore.

Per il momento quindi scena muta degli arrestati davanti al gip che nei prossimi giorni ascolterà tutti i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare: 26 persone appartenenti, secondo l’accusa ad un’organizzazione criminale che si occupava di far arrivare fiumi di cocaina dal Brasile nel porto di Amsterdam, e da qui trasportata nel Salento occultata nei sottofondi di grossi tir. Secondo gli inquirenti sarebbero stati almeno trenta i viaggi. Traffici che hanno fruttato fiumi di denaro, reinvestiti soprattutto in acquisti di appartamenti, ma anche terreni, un’imbarcazione ormeggiata a Leuca, quote societarie in ristoranti e pizzerie, spesso pagati con denaro contante. Un patrimonio calcolato in quattro milioni di euro a cui la Dia ha messi i sigilli.

 

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