SALENTO – Non solo salvati dalla strada, ma aiutati a reinserirsi in società: così il progetto “il cammino“, della Casa della carità, aiuta chi ha perso tutto a rifarsi una vita. Storie drammatiche, ma con lieto fine.
Quando è arrivato in Italia Kazeem aveva 34 anni, due gemellini di due anni e una moglie. La sua famiglia però, fuggendo come lui dalla Nigeria, ha raggiunto direttamente la Germania. Da allora, a causa del Trattato di Dublino, lui non ha potuto più ricongiungersi con loro. Nel tentativo di fuggire dal dolore e dai lutti che hanno segnato la sua vita, in Italia ha perso tutto ancora una volta. Fino a quando qualcuno non gli ha indicato la strada che lo ha portato fin qui. Kazeem da 4 anni, con il progetto di social housing “Il Cammino” (nato dall’incrocio di tre grandi cuori:
la Caritas diocesana, la Fondazione “Casa della Carità” e la Congregazione di San Vincenzo De’ Paoli) ha avuto così la sua seconda occasione. Dapprima ha iniziato a fare il volontario in cucina per rendersi utile, poi ha frequentato il corso di formazione per aiuto cuoco offerto dal progetto (pensato per tutti i soggetti vulnerabili) e già da due anni lavora negli alberghi, tra reception e cucine.
Di storie come queste qui ce ne sono davvero tante. Perchè il progetto consente a chiunque di ripartire da zero.
Questo spazio abitativo che state vedendo, accanto alla Chiesa dell’Idria, è stato concesso gratuitamente dai padri vincenziani proprio per dare una casa al progetto.
Lo stabile consente di avere un tetto e un pasto caldo per i primi tre mesi a costo zero. Poi, considerati i tanti corsi di formazione e laboratori pratici offerti dall’accademia della carità ai beneficiari (che hanno l’obbligo di frequentarli), gradualmente inizia l’inserimento nel mondo del lavoro. Tempo sei mesi, dopo di ché il beneficiario deve darsi questo obiettivo: pagare 100 euro al mese per l’affitto della sua stanza. Una cifra irrisoria e simbolica che funge, in realtà, da mordente.