MESAGNE – Quella di Samuele, 18enne di Mesagne, non è una storia semplice. Per 5 anni ha frequentato un istituto superiore nel suo Comune seguendo un PEI, un piano educativo individualizzato, dovuto al lieve ritardo che gli è stato diagnosticato, quando frequentava le elementari, dal NIAT di Latiano, dipartimento territoriale che si occupa proprio di questo.
Alle Medie per lui è stato scelto un percorso individualizzato cosiddetto semplificato: stesso programma di studi, stessi obiettivi, ma con metodi e flessibilità didattica adeguati al suo caso. Alle Superiori, però, tutto è cambiato, sebbene la diagnosi fosse rimasta la stessa: per lui è stato scelto un percorso cosiddetto “differenziato”. I livelli di apprendimento e maturazione raggiunti – per definizione ministeriale – in questo caso non sono riconducibili agli obiettivi minimi del programma seguito dal resto della classe. La conseguenza è presto detta: al termine dei 5 anni di studio, non si consegue un diploma ma un semplice attestato di frequenza.
Per Samuele e per i suoi genitori una vera e propria doccia fredda scoperta soltanto qualche mese fa, durante un confronto con il dirigente. A questo punto è importante chiarire un aspetto però. Nella lettera scritta da Samuele, e che ha raggiunto la nostra redazione, lui ammette con grande onestà che ogni anno la sua famiglia è stata chiamata a confermare il piano differenziato di studi, autorizzandone il rinnovo per l’anno successivo. E se da una parte è vero che la Legge non ammette ignoranza, dall’altra parte però bisogna considerare la realtà. “Il livello culturale della mia famiglia – spiega infatti Samuele – purtroppo non ha aiutato. I miei genitori non sapevano che il mio piano di studi sfociasse in un attestato e, purtroppo, non gli è stato mai chiarito esplicitamente, se non al quinto anno e tra l’altro per puro caso”.
Per Samuele non poter conseguire un diploma è, chiaramente, un grande problema. Anche perché ce la mette davvero tutta. Purtroppo però, sempre con grande onestà, Samuele ammette di non avere effettivamente le conoscenze maturate dai suoi compagni, avendo fatto un percorso totalmente diverso dal loro.
Lo stesso sindaco di Mesagne, Toni Matarrelli, si è fatto portavoce della sua battaglia. Samuele è disposto a perdere un anno di scuola pur di far convertire il suo piano di studi in “semplificato” e riuscire dunque a conseguire il diploma. E di fatto il Consiglio di Classe, adesso, è chiamato ad esprimersi proprio su questa richiesta. Il sindaco riferisce infatti che da parte della scuola, che ha comunque agito regolarmente per 5 anni, c’è tutta volontà di andare incontro alle esigenze espresse dal ragazzo. I problema sembrerebbe dunque essere in via di risoluzione.
Samuele vorrebbe però che la sua storia si facesse monito per altri studenti come lui. Alle istituzioni dice: “Vi prego, non date sempre tutto per scontato. La storia della mia famiglia potrebbe essere la storia di tantissime altre famiglie. E non è giusto pagare il prezzo della semplicità culturale dei propri genitori, che non hanno altre colpe se non questa. Se di colpa si può parlare”.
E.FIO