LECCE – Chiude per sempre quella che è stata la sua casa per 50 anni, la signora Anna Rita Carico, custode storica della villa comunale di Lecce, compito ereditato dal suo papà.
Il contratto di comodato sottoscritto nel 1999 con l’allora amministrazione comunale guidata da Adriana Poli Bortone, prevedeva che lei alloggiasse nella casa che sorge all’interno dei giardini pubblici leccesi. La donna, dal canto suo, provvedeva ad aprire e chiudere i cancelli della villa e a svolgere il servizio di guardiania al suo interno. Mansioni per cui suo padre veniva retribuito come dipendente comunale; lei, invece, non ha mai percepito nulla. Prese in gestione, pagando un regolare affitto, il baretto di fronte all’alloggio.
Il contratto di comodato aveva valenza quadriennale, dunque è scaduto dal 2003. Ma, come un tacito accordo, la situazione è rimasta sempre, in questi 17 anni, uguale: la signora Carico viveva nell’alloggio all’interno della villa e si è sempre occupata dei servizi di gestione e guardiania della villa stessa, tant’è che racconta di come le siano sempre arrivati ordini di servizio comunali.
Fino a che l’attuale amministrazione Salvemini, a settembre, con una nota ha comunicato che, “considerato che l’immobile rientra nel patrimonio indisponibile dell’Amministrazione comunale, con la presente si chiede il rilascio dell’immobile libero da persone e cose entro mesi 3 (tre) dal ricevimento della presente… un provvedimento di autotutela esecutiva che l’Amministrazione è tenuta ad adottare per rientrare nel possesso di un bene appartenente al patrimonio indisponibile”.
La gestione della villa sarà dunque affidata con un bando.
La donna si è allora rivolta agli avvocati Diego Mansi e Giordano Bacile di Castiglione, i quali hanno da subito sottolineato il fatto che la signora Anna Rita abbia lavorato per 21 anni senza percepire alcuna retribuzione e senza che venissero versati i contributi, e che ora stanno quantificando quanto le spetti, compresi buona uscita e tfr. La cifra supererebbe gli 800mila euro.
La donna è affranta, dice di non aver mai, fino a oggi, chiesto nulla alle varie amministrazioni, e di aver sempre svolto con dedizione il compito che amava e che le ha fatto veder crescere generazioni di leccesi.
Dal punto di vista legale, gli avvocati stanno valutando come procedere.