SOLETO – Maria è una dei 13 ospiti rimasti nella Rsa “La Fontanella” di Soleto che, per Covid, durante la prima ondata, ne ha visti morire più di 20. In mattinata è stato difficile spiegarle che quella, dopo anni, non sarà più la sua casa. Gli operatori sanitari, incaricati del suo trasferimento, le hanno cantato una canzone, l’hanno tranquillizzata, le hanno anche promesso un gelato che tanto le piace. E questo per rendere quello spostamento meno doloroso possibile.
Insieme a lei, si diceva, altri 12 anziani dovranno essere trasferiti altrove entro la fine del mese e questo perchè “la Asl – spiegano gli ex lavoratori del centro- non può più farsi carico, in termini economici, della gestione commissariale scattata dopo l’ondata di contagi che ha letteralmente travolto la struttura”. A questo i lavoratori non intendono arrendersi: sono più di 70 e perderanno il posto di lavoro. Da martedì sera sono in presidio fisso davanti ai cancelli della struttura. Al loro fianco c’è anche il sindaco Graziano Vantaggiato.
Le motivazioni della protesta sono state messe nero su bianco e inviate, tramite il sindacato Cgil, direttamente al Governatore. È la Regione, infatti, l’unica a poter sbloccare questa situazione. Lo scorso 26 maggio fu quest’ultima infatti a avviare il procedimento di revoca dell’autorizzazione al funzionamento della struttura. Secondo i lavoratori basterebbe, invece, convertirla in centro post-covid, salvaguardando così i posti di lavoro e i 104 posti letto geriatrici, che contribuirebbero anche a decongestionare gli ospedali salentini.
E.Fio