BRINDISI- Per ora, dimentichiamoci i voli da e per la nostra regione.
La conferma arriva da Aeroporti di Puglia, che, nel rispondere alle richieste giunte da più parti di riaprire lo scalo di Brindisi, ha rimarcato che a pesare ci sono anche le quarantene imposte, sia per chi proviene dall’estero sia per chi arriva in Puglia da altre regioni. “Il quadro normativo attualmente vigente – dice Aeroporti – non crea i presupposti per una ripresa, per quanto auspicabile, del traffico passeggeri atteso che il DPCM del 26 aprile 2020 dispone che ‘le persone che fanno ingresso in Italia sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di 14 giorni presso l’abitazione o la dimora preventivamente indicata all’atto dell’imbarco’ e che l’ordinanza del Presidente della Regione Puglia ribadisce l’obbligatorietà per ‘tutte le persone fisiche che sono rientrate in Puglia da altre regioni’, di attenersi all’isolamento fiduciario”.
Si aggiunge che la chiusura dello scalo brindisino è stata disposta con decreto ministeriale e che “individuare responsabilità o, ancor peggio, attribuire a Regione Puglia e Aeroporti di Puglia la paternità di scelte adottate al solo fine di penalizzare l’aeroporto del Salento e il suo territorio appare quanto mai inopportuno e fuori da ogni logica di buon senso”.
Sul versante trasporti ferroviari, invece, Trenitalia fa sapere che in due giorni sono state oltre 12mila le persone che hanno viaggiato sui convogli regionali e che in totale sono 114 i treni regionali e regionali veloci in circolazione da ieri in Puglia. In base alla nuova disponibilità del 50% di posti a sedere, ad oggi sono disponibili 22.700 posti.